Da ingegnere a contadino. La nuova vita di Carlo Bianchi: il suo olio conquista il Giappone

C’ è anche quella di un fucecchiese fra le storie che arrivano dalla campagna toscana

Fucecchio (Firenze), 4 aprile 2024 – Dall’ingegnere con la passione per gli olivi nel paese natale del genio di Leonardo all’impiegato del Ministero della Difesa che coltiva grani antichi e produce testaroli. Sono tante e belle le storie che la campagna Toscana ci racconta. Una arriva da Fucecchio. Carlo Bianchi (68 anni), ingegnere meccanico per metà della sua vita, giramondo per definizione professionale, ha lavorato per 33 anni in un’azienda di Fucecchio che costruiva macchinari per la lavorazione delle suole delle scarpe fino a quando, nel 2012, ha deciso di licenziarsi, una decina di anni prima di maturare l’età della pensione che ha raggiunto nove mesi fa.

Da quel momento si è dedicato anima e corpo a tirare su, un ettaro alla volta, la sua azienda agricola e a far crescere la sua bellissima oliveta nel Comune di Vinci, 6 mila olivi disegnati come su una tela impressionista su 20 ettari in conversione biologica di cui 6 coltivati con il metodo dell’agricoltura naturale. Una produzione di qualità che gli ha aperto le porte del mercato nipponico. I suoi extravergine sono apprezzati e premiati. "Mi accorgo che sono un pensionato perché mi arriva ogni mese la pensione, altrimenti non me ne renderei conto – racconta Bianchi –. Ho visto tante città e tante fabbriche nell’arco della mia carriera professionale ma il piacere di lavorare all’aria aperta, a contatto con la terra, è impareggiabile. Vivo bene, vivo meglio". Carlo sta per piantare 110 nuovi ulivi di varietà toscane. La sua linea di orizzonte è il futuro. "E’ stato mio suocero, che era un contadino, a farmi appassionare alle attività agricole – fa un passo indietro Bianchi –. Ho iniziato a dargli una mano intorno alla fine degli anni Novanta, quando ero libero, per gioco. E sono stato hobbista fino alla decisione di licenziarmi per farne una vera professione. Contento di quella scelta? Avrei dovuto farla prima".

Nelle campagne della Toscana c’è la seconda vita dei pensionati. Non sono solo i giovani ad inseguire il sogno contadino, quasi 3 mila in Toscana gli under 35 che guidano una start-up agricola, ci sono anche tanti “senior” che, una volta maturati i requisiti per il pensionamento, continuano a lavorare nella loro azienda o trasformano la curiosità e la passione hobbistica per l’agricoltura coltivata durante il weekend e gli spicchi di tempo libero insieme alla loro voglia spesso di tornare alle origini in una vera e propria attività economica. Per loro la felicità e la qualità della vita non si trova in qualche paradiso all’estero, non è una fuga altrove, lontano, è spesso a due passi da casa, lavorando la terra, potando olivi, curando le vigne.