Una manifestazione di protesta (foto Gasperini/Germogli)
Una manifestazione di protesta (foto Gasperini/Germogli)

Empoli, 15 giugno 2021 - La partita, ora, si gioca sulla quantità e sul pericolo che i veleni riversati sotto la nuova strada regionale 429 possono avere per chi vive in zona e non solo. Va quindi avanti senza sosta il lavoro di Arpat, che in queste settimane sta collaborando alle indagini condotte dall’autorità giudiziaria e, parallelamente, sta portando avanti propri accertamenti volti alla tutela delle diverse matrici ambientali. Per quanto riguarda le acque sotterranee, il dipartimento del Circondario Empolese, nel mese di aprile, aveva avviato una campagna di indagine su istanza dei cittadini proprietari e utilizzatori di pozzi privati che si trovano nei terreni adiacenti il quinto lotto della 429, quello individuato dalla Procura della Repubblica come sito di potenziale conferimento di materiali provenienti dagli impianti di produzione di aggregati riciclati contenenti Keu.

Le domande accolte hanno permesso di campionare 33 pozzi privati, collocati per la maggior parte nel comune di Empoli ed i restanti nel comune di Castelfiorentino. "Per le analisi delle acque – si legge in una nota diffusa da Arpat – è stata data priorità ai pozzi della zona di Piangrande e Molin Nuovo, attualmente non servita dall’acquedotto pubblico, e pertanto utilizzati ad uso idropotabile. Dai risultati analitici è emerso che le concentrazioni nelle acque sotterranee dei metalli considerati indicatori del potenziale impatto dovuto alla presenza di materiale riciclato contenente Keu (principalmente Cromo e Antimonio che si ipotizza possa provenire dagli scarti delle concerie di Santa Croce, ndr ) presentano sempre valori inferiori alle soglie di contaminazione stabilite dalla norma per le acque sotterranee".

Questo vuol dire che nelle acque campionate nei pozzi privati non si riscontrano attualmente effetti derivanti dall’utilizzo di aggregati riciclati contenenti Keu nei cantieri del lotto V della 429. In particolare le concentrazioni di Cromo totale (valore limite 50 µg/litro), somma del cromo trivalente ed esavalente, sono risultate sempre minori o uguali a 2 µg/litro e quindi anche inferiori alla soglia per il cromo esavalente, pari a 5 µg/litro, che, di conseguenza, non è stato necessario analizzare. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale, con la quale il Comune di Empoli ha annunciato la firma di un protocollo di intesa, si è inoltre resa disponibile ad elaborare una proposta per una seconda fase di approfondimento di indagine, che preveda uno studio ragionato delle caratteristiche geologiche e idrogeologiche dell’area e che, unitamente agli esiti dei campionamenti effettuati nei suoli adiacenti il lotto cinque della 429, permetterà di individuare in maniera più precisa e mirata la zona da indagare e monitorare così da verificare l’eventuale contaminazione delle matrici ambientali da parte degli aggregati riciclati contenenti Keu.

Per quanto riguarda i terreni, nel mese di maggio, Arpat ha prelevato campioni di terreni da inviare ai propri laboratori per le opportune analisi, ovvero test di cessione e verifica del rispetto delle concentrazioni di soglia di contaminazione. I campioni prelevati sono stati circoscritti alla zona compresa tra la rotatoria di Brusciana e l’opera di scavalco della ferrovia Empoli-Siena, rampa nord in direzione Empoli. Le indagini hanno riguardato in particolare il materiale che costituisce il rilevato di sostegno della sede stradale. Di tali campioni, però, non sono ancora disponibili gli esiti analitici. La preoccupazione è alta, specialmente dopo le prime indiscrezioni filtrate la scorsa settimana secondo cui il terreno del quinto lotto sarebbe contaminato. Le voci erano state commentate anche dal sindaco di Empoli Brenda Barnini durante un incontro con la cittadinanza al circolo di Sant’Andrea.