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17 mag 2022

Pronto soccorso in Toscana, rivoluzione nell’assistenza. Regione, misure urgenti anti caos

In corsia anche i medici Usca, internisti e geriatri per turni e guardie. I casi meno gravi gestiti separatamente dagli specialisti di Area medica

17 mag 2022
ilaria ulivelli
Cronaca

Firenze, 18 maggio 2022 - Nei pronto soccorso lavoreranno anche i medici Usca, gli internisti e i geriatri ospedalieri. In arrivo una rivoluzione totale nell’organizzazione dell’assistenza nei pronto soccorso della Toscana, sempre più in difficoltà a rispondere alle necessità dei cittadini.

Per ridurre la pressione sulle strutture, i casi meno gravi saranno gestiti dagli internisti, prima dell’ingresso al pronto soccorso, al momento del triage, preferibilmente in locali esterni al pronto soccorso, all’ingresso delle strutture.

La situazione è estremamente critica e richiede misure eccezionali. L’aumento del numero dei pazienti, il sovraffollamento, la carenza di personale, gli spazi ristretti interferiscono con il buon funzionamento dei pronto soccorso. In attesa del ricovero i pazienti restano nei locali dei Dea anche più di 72 ore, come rileva il tavolo tecnico regionale permanente nel documento allegato alla delibera cui la Regione darà l’ok nella prossima seduta di giunta.

Si ridisegnano le linee di indirizzo di sistema, operative e di gestione del paziente, una rivoluzione tale da determinare un cambiamento epocale.

Per far fronte alla carenza di personale saranno reclutati nei pronto soccorso anche i medici delle Usca (in modo che facciano formazione lavorando). Ma non solo. Saranno chiamati a partecipare anche specialisti ospedalieri: in particolare internisti, ma anche geriatri. Direttamente coinvolti nell’assistenza dei pazienti in pronto soccorso, partecipando anche ai turni di guardia.

Lo scorso anno quando arrivò la proposta per superare l’estate scoppiò un mezzo finimondo. La partecipazione dei medici specialisti internisti e geriatri, in via prioritaria, ma non esclusiva, sarà richiesta su base volontaria, nel rispetto del contratto anche per quanto riguarda l’eventuale retribuzione aggiuntiva.

Nella turnazione saranno coinvolte tutte le componenti mediche 24 ore su 24 sui sette giorni, festivi compresi. Inoltre sarà incentivato l’utilizzo di medici specializzandi con una rotazione programmata per periodi da definire. Nella delibera si prevede l’assegnazione ai pronto soccorso degli internisti e dei geriatri assunti a tempo indeterminato nei primi due anni di servizio.

Insomma c’è da rimpinguare significativamente il numero di medici che lavoreranno in pronto soccorso. Visto che si va verso un periodo di fuoco: l’estate. C’è preoccupazione per la tenuta delle strutture di emergenza-urgenza, con il probabile assalto agli ospedali della costa e delle città d’arte, in particolare Firenze, con il pienone dei turisti. Con il personale ridotto all’osso e stremato da due anni e mezzo di superlavoro, che dovrà fare le ferie.

Ma come cambia il modello assistenziale? L’obiettivo è ridurre la pressione sul pronto soccorso e le attese dei pazienti per il ricovero. Per far questo è necessario evitare l’ingresso in pronto soccorso dei pazienti meno gravi e lasciare che gli specialisti dell’emergenza urgenza si possano concentrare sul trattamento dei casi più gravi. La delibera, su proposta dei componenti del tavolo tecnico (formato dai direttori dei dipartimenti di Emergenza urgenza e dai direttori delle Aree mediche) prevede che i casi vengano selezionati dai medici d’urgenza e presi in carico precocemente, fin dall’arrivo, dai professionisti delle specialistiche di Area medica e, in particolare, dalla Medicina interna.

Se è possibile per le caratteristiche della struttura, questo sarà fatto in locali separati dal Dea oppure in una sala del pronto soccorso a intera gestione degli internisti: i pazienti potranno essere ricoverati, dimessi o avviati a un percorso extra ospedaliero. Nelle zone dove non è già attuata, sarà necessario prevedere la realizzazione di protocolli per la presa in carico precoce dei pazienti fragili e instabili nelle Rsa e a domicilio, anche questo per evitare che arrivino in pronto soccorso.

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