Marco Valenza
Marco Valenza

Firenze, 23 febbraio 2021 - Nessun turista e pochi fiorentini girano nella centrale piazza della Repubblica.  Per questo motivo Marco Valenza, che con la sua famiglia (mamma e sorella) gestisce dal 1979 i caffè Paszkowski e Gilli, ha deciso di chiudere Paszkowski mentre Gilli continuerà con l'asporto. "Con Gilli siamo aperti solo per l'asporto - spiega Valenza - e continuiamo a fare una media di 5 mila, 6 mila euro di debiti al giorno a causa anche degli affitti". "E' una completa remissione - sostiene - ma lo facciamo anche perché abbiamo 90 dipendenti e con l'altro locale (non storico) in piazza San Giovanni, al Duomo, arriviamo a 105 persone". "Tra ristori e credito d'imposta sugli affitti arriviamo solo al 4% del fatturato con perdite dell'80%. - spiega Valenza - Credo che il fatto che non sia stato fatto nessun ristori sulla base delle perdite sia stata la cosa più antidemocratica che si possa fare. Speriamo che si arrivi ai nuovi ristori in base al fatturato del 2019. E ora stiamo registrando il trend del 2020". 

"Siamo chiusi non per nostra scelta - sostiene il gestore dei bar storici di Firenze - ma non capisco perché non si possa intervenire sugli affitti, il governo dovrebbe pensare tra l'altro a una tutela per gli esercizi storici, anche sgravi fiscali, come i nostri caffè che sono monumenti nazionali, Paszkowski (1903) e Caffè Gilli (1733)". "I contagi sono ripartiti anche nelle zone gialle con i ristoranti chiusi - osserva - quindi non è successo a causa nel mondo dell'Horeca". Secondo Valenza bisognerebbe pensare ad avere dei "ristori più oggettivi e tutelare almeno la cena e arrivare fino alle 22 o alle 23". "Se tenessimo tutto chiuso sarebbe un colpo al cuore per il centro di Firenze ma converrebbe stare chiusi fino a che non ci siano garanzie di lavorare in fascia bianca" conclude Valenza.