Violenza sulle donne
Violenza sulle donne

La Spezia, 10 dicembre 2016 - «Lo amo, voglio bene a mio marito. E vorrei che tornasse presto a casa...mi spiace che a causa mia sia finito in carcere. Quando lo denunciai per maltrattamenti fui esagerata. Era un momento difficile, avevo subìto l’amputazione di quattro dita dei piedi, erano andata un po’ fuori di testa; sì, c’erano stati fra noi dei litigi; una volta ci eravamo presi; lui nel parapiglia mi aveva dato una spinta ed ero caduta a terra facendomi male. Ma lo perdono e voglio che torni a casa».

Così una donna spezzina di 54 anni ha deposto ieri nel processo nei confronti del marito che aveva denunciato per maltrattamenti. Lui è un tunisino di 30 anni; si erano sposati nel 2014 ed erano andata a vivere insieme ai quattro figli avuti da lei in due precedenti matrimoni. La moglie, all’inizio dell’anno, si era presentata ai carabinieri descrivendo una situazione insostenibile: lui, spesso ubriaco, la aggrediva, la ingiuriava, distruggeva le suppellettili di casa. Una volta si era recata al pronto soccorso per farsi medicare le ferire patite durante una colluttazione.

L’uomo, arrestato nel giugno scorso perchè sorpreso a spacciare, era finito in carcere. Lì ha ricevuto, negli ultimi mesi, 10 lettere dalla moglie che, attraverso esso, ha voluto rinnovargli il suo amore. Queste sono state esibite al giudice Marinella Acerbi dal legale dell’imputato, l’avvocato Davide Garbini che ha chiesto, in parallela, la revoca della custodia cautelare in carcere. Il giudice si è riservato di decidere oggi.