Prato, 13 maggio 2021 - La prova regina non è stata fatta: l’orditoio che ha ucciso la giovane operaia Luana D’Orazio non è stato messo in funzione. E’ iniziata ieri la perizia nell’orditura a Montemurlo (Prato) dove la ragazza, 22 anni e mamma di un bimbo di 5, è morta stritolata dal macchinario a cui era addetta. I consulenti di procura, difesa (gli indagati sono la titolare Luana Coppini e il tecnico manutentore Mario Cusimano) e della famiglia della vittima si sono incontrati nella fabbrica alle dieci di mattina e ci sono rimasti per quasi quattro ore. Insieme a loro c’erano i tecnici dell’Asl e i vigili del fuoco. I periti hanno deciso di rimandare l’accensione del macchinario perché una parte era smontata, da quando i vigili del fuoco hanno dovuto rimuovere il corpo della giovane. Per prima cosa i tecnici hanno fatto un’attività approfondita sul macchinario e sul suo funzionamento, sono state fatte foto e sono stati visionati i pezzi che dovranno essere ricollocati al loro posto. E’ stato, però, messo in funzione il secondo macchinario, quello sequestrato dalla procura il giorno successivo alla tragedia per essere usato come comparazione. Non si tratta di un orditoio identico a quello che ha ucciso Luana ma molto simile. Durante la prova, la saracinesca di protezione, in questa seconda macchina, è rimasta sempre alzata, in tutte le fasi della lavorazione. C’è una fase iniziale in cui il lavoratore si deve avvicinare per sistemare i fili ma quando parte la produzione vera e propria si deve allontanare. Il cancello abbassato serve proprio a tenere la giusta distanza di sicurezza fra la macchina e l’operaio. Il cancello, però, è rimasto sempre alzato. Un elemento che verrà valutato quando si potrà finalmente mettere in moto l’orditoio che ha inghiottito il corpo della povera Luana.
Intanto ieri il presidente del Consiglio Mario Draghi ha ricordato la tragedia di Luana alla Camera. "Esprimo il cordoglio mio e del governo per la morte della giovane Luana D’Orazio e degli altri ben cinque lavoratori deceduti sul lavoro solo in una settimana. Non dobbiamo dimenticare, siamo vicini alle loro famiglie e vogliamo fare tutto il possibile per evitare il ripetersi di questi episodi. Su dieci morti sul lavoro 7 sono di donne – ha aggiunto – Occorre vigilanza e prevenzione. Abbiamo già convocato la cabina di regia per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza nei luoghi di lavoro. Occorre un rafforzamento delle attività ispettive".
Laura Natoli