Cristina Rosi, la neomamma di Alberoro, alle porte di Arezzo, quando era in salute
Cristina Rosi, la neomamma di Alberoro, alle porte di Arezzo, quando era in salute

Arezzo, 29 novembre 2021 - Cristina Rosi torna a casa e, forse, potrà incontrare Caterina, la figlia che non ha mai visto. Accadrà oggi, dopo otto mesi in una clinica specializzata a Zirl in Austria la sua nuova destinazione sarà il Centro di riabilitazione a Montevarchi dove la donna di 38 anni seguirà un programma di recupero cognitivo e motorio.

Cristina rientrerà in Italia a bordo di un'eliambulanza attrezzata con uno staff medico fino all'aeroporto di Firenze. Da Peretola proseguirà in ambulanza. Accanto a lei mamma Mirella che non l’ha mai mollata alternandosi con il marito di Cristina, Gabriele Succi. "Il rientro in Italia segna una nuova ripartenza, sempre a piccoli passi, ma se guardo indietro non mi pare ancora vero che mia moglie stia recuperando le parole, sorrida e sia presente a ciò che la circonda. C’è ancora molto lavoro da fare, ma abbiamo imparato a non mollare mai". Gabriele si è destreggiato tra lavoro, viaggi in Austria e l’assistenza alla figlia Caterina che ha compiuto un anno senza l’abbraccio della madre e combatte con la stessa battaglia che da luglio 2020 ha stravolto la vita di una giovane coppia di sposi, felici per l’arrivo del primo figlio. Quel giorno, il cuore di Cristina si fermò per alcuni istanti: arresto cardiaco al settimo mese di gravidanza.

La donna si accasciò a terra nella sua casa di Alberoro, alle porte di Arezzo. Per salvarle la vita, la piccola Caterina fu fatta nascere con parto cesareo, tuttavia il tempo trascorso senza ossigeno, ha provocato gravi danni neurologici a madre e figlia e per loro è iniziato un calvario di di ospedali, terapie, macchinari per respirare e nutrirsi. Una lontana dall’altra. Ma la forza della vita è il filo inossidabile che le tiene unite. A giugno Cristina si è risvegliata dallo stato di semi-coscienza e ha pronunciato la sua prima parola: "Mamma".

La piccola Caterina, seguita dai pediatri del San Donato in team con i colleghi del Bambino Gesù, sta crescendo e combattendo con tenacia, nonostante la tracheo e l'alimentazione tramite Peg. "Con i suoi grandi occhi e la forza del nostro amore, Caterina comincia a interagire; serve tempo ma la situazione è migliorata. Anche per Cristina... se ripenso che otto mesi fa è arrivata nella clinica austriaca in condizioni disperate", spiega Gabriele. Lunghi mesi trascorsi tra alti e bassi, la conquista della tracheo disponibili, le prime parole, i sorrisi e le canzoni del suo 'mito' Gianna Nannini ripetute a memoria seppure inciampando sulle parole. E ancora: le emozioni della videochiamata per vedere Caterina". Che forse da oggi in poi potrà abbracciare per la prima volta. Non c'è una data ma un sogno da realizzare.