L’addio a Staino a Firenze: anche Schlein e Guccini alla cerimonia di Palazzo Vecchio

Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio gremito per l’addio al grande vignettista. Tra i volti noti c’è anche Roberto Vecchioni. A condurre il commiato è Paolo Hendel

Firenze, 24 ottobre 2023 – Tantissime persone per l’addio a ‘Bobo’. Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze gremito per l'ultimo saluto a Sergio Staino, vignettista, papà di Bobo ed ex direttore dell'Unità, scomparso all'età di 83 anni.

In sala, tanti semplici cittadini e molti amici di Staino come Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, David Riondino, Tomaso Montanari, Carlo Petrini, o Adriano Sofri ma anche la segretaria del Pd Elly Schlein e Gianni Cuperlo. Poi, le istituzioni con il sindaco di Firenze Dario Nardella e il presidente della Regione Eugenio Giani. Tutti vicini alla famiglia di Staino: la moglie Bruna e i figli Ilaria e Michele.

Un momento della cerimonia civile per l'addio a Staino
Un momento della cerimonia civile per l'addio a Staino

A condurre la cerimonia di commiato Paolo Hendel, grande amico degli Staino. A lui il non facile compito di introdurre, con un tocco ironia, i vari interventi di ricordo del vignettista. Al centro del Salone, un'immagine di Bobo e una vignetta che ritrae il personaggio figlio della matita di Staino che guarda in lontananza e afferma: 'Sono il raccattapalle del mio destino’, mentre un grande schermo proietta foto di Staino con la famiglia e gli amici, insieme ad alcune delle sue vignette più celebri. Prima dell'inizio della cerimonia un momento musicale con il figlio Michele, accompagnato da altri due musicisti, che ha suonato per il padre.

"Caro babbo", da adolescente "non è stato sempre facile essere tua figlia", perché "quello che accadeva in casa poi finiva sulle vignette". Però "hai avuto una vita bellissima e te la sei meritata tutta". Così la figlia di Staino durante la commemorazione. 

"Sono sempre stata orgogliosa di averti come babbo. E ha ragione Michele", il fratello musicista, "a dire che eri apprensivo, accudente", anche quando "ci svegliavi la mattina per andare a scuola cantando". Un uomo "buono, generoso, appassionato e con un cuore enorme. Hai sempre voluto abbattere muri, credendo nel dialogo, insegnandoci il senso della giustizia, della collettività e della partecipazione". Così "la casa non eravamo solo noi, ma tutti gli amici che la abitavano. Perché gli amici, dicevi, sono la cosa più importante. Dicevi, 'non mi importa avere un centesimo, ma gli amici sì'. E oggi, lo vediamo qua", in questa sala gremita. In questo ultimo anno "difficile ci è caduta addosso un enorme ondata di amore".

"C’è' tutto il popolo della Sinistra – dice il sindaco di Firenze Dario Nardella – perché Staino è sempre stato un vero uomo di Sinistra, con il cuore, le mani, la testa, tutto il corpo. Una persona di valore, una persona libera mai condizionata da nessuno, che non ha avuto ne' padrini ne' padroni. Anzi è stato lui in un certo senso la coscienza della Sinistra; ha scosso sempre le coscienze dei militanti ma anche dei leader della Sinistra italiana".

E ancora: “Staino non è stato solo il creatore di Bobo - sottolinea Nardella -: è stato il direttore artistico dell'Estate fiorentina. L'ha ideata proprio lui. E poi ha lanciato grandissimi artisti. E' stato un artista a tutto tondo e attraverso le sue vignette ci ha fatto sorridere, piangere, arrabbiare, perchè poi Bobo è Sergio, quindi non mi stupisco che ci sia così tanta gente oggi".

La scelta del saluto finale a Palazzo Vecchio, chiarisce il sindaco è stata immediata: "Un luogo naturale per lui ed è bello che questa cerimonia funebre si trasformi in uno spettacolo perchè il modo migliore di ricordarlo è fare cultura, stare insieme, ridere, piangere, abbracciarsi. Ricordarlo aiuta tutti noi a ricordare i motivi per stare tutti insieme, unire la Sinistra".