Preoteste, lezione sul marciapiede
Preoteste, lezione sul marciapiede


BAGNO A RIPOLI, 8 Aprile 2021 - Seduti sul marciapiede , lo zaino usato come cuscino, gli auricolari alle orecchie guardando tablet o cellulare a pochi metri dalle finestre delle aule scolastiche dalle quali devono restare fuori. I ragazzi delle terze medie della scuola Redi di Ponte a Niccheri a Bagno a Ripoli non vogliono accettare supinamente la decisione del governo, che prevede per loro la didattica a distanza. "Vogliamo tornare sui banchi, come fanno gli studenti di 1ª media e delle elementari – dicono – Perché loro sì e noi no? Abbiamo sempre rispettato le norme, non ci sono stati casi nelle nostre classi".
Si sono ritrovati alle 8,30, orario in cui suona anche la campanella reale per le prime e virtuale per le seconde e terze collegate a distanza . Hanno visto i compagni poco più giovani di loro entrare a scuola con gli zaini in spalla: li hanno seguiti con lo sguardo, invidiando quella normale routine scolastica che a loro non è concessa. Poi, seduti distanziati sul marciapiede di fronte alle aule, si sono collegati coi professori alle lezioni online, salutando gli altri compagni rimasti a casa per la Dad. Alcuni hanno dovuto desistere dopo un paio d’ore, perché hanno finito la batteria del cellulare o i Giga a disposizione. In undici hanno resistito fino alle 13.


Alle loro spalle tre mamme controllavano i propri figli e quelli i cui genitori erano assenti: sono ancora troppo piccoli per essere lasciati da soli tutto questo tempo. Nel corso della mattina si è affacciato anche qualche professore, salutando affettuosamente quegli studenti che non vogliono subire la didattica a distanza senza manifestare il proprio dissenso. "Questa iniziativa – spiega Xenta Vettori, mamma di uno studente di terza – è partita dalle famiglie e accolta dai ragazzi. Mio figlio, dopo una iniziale titubanza, ha sentito come un dovere essere qui in rappresentanza anche dei suoi compagni". Claudia Bacci indossa una mascherina con scritto "No Dad". "Per loro e per noi è dura, una continua attesa tra colori delle zone e decisioni dall’alto. Dovrebbero garantire la didattica in presenza almeno a tutta la scuola dell’obbligo". Silvia Chellini, oltre alla figlia in terza media, ha altri quattro figli che vanno alle superiori. "Anche gli psicologi sottolineano i vantaggi della scuola in aula. Invito anche i ragazzi più grandi a organizzare iniziative del genere, per sottolineare la loro contrarietà alla Dad e la loro necessità di vivere la didattica in presenza".