28 febbraio 1953, quando venne scoperto “il segreto della vita”: il Dna

Ha aperto scenari inimmaginabili in medicina, tante le sfide ancora aperte

Dna (foto Ansa)

Dna (foto Ansa)

Firenze, 28 febbraio 2024 - La doppia elica del Dna supera i 70 anni. Era infatti il 28 febbraio 1953 quando il fisico britannico Francis Crick annunciò in un pub di Cambridge di aver scoperto insieme al biologo americano James Watson "il segreto della vita", ovvero la molecola che più di tutte avrebbe rivoluzionato la biologia negli anni a venire, aprendo scenari inimmaginabili in medicina, dalla lotta ai tumori fino alle malattie genetiche anche rare, e in ogni campo della scienza, dalla paleontologia fino alla ricerca di vita nello spazio. La scoperta della struttura del Dna venne fatta nel laboratorio Cavendish dell'Università di Cambridge, grazie alle immagini di cristallografia ai raggi X scattate da Maurice Wilkins e da Rosalind Franklin, il cui contributo divenne noto solo più tardi. Watson e Crick intuirono che il Dna era simile a una scala a pioli avvolta in senso orario, con uno scheletro di zuccheri e fosfati e i gradini costituiti dalle basi azotate, ovvero le 'lettere' del codice della vita (adenina, timina, citosina e guanina) appaiate a due a due. Tante le sorprese che si sono susseguite nei decenni dopo la pubblicazione della scoperta su Nature, il 25 aprile 1953, e il riconoscimento del premio Nobel per la medicina, assegnato nel 1962 a Watson, Crick e Wilkins. Una delle più importanti è stata sicuramente quella della lettura del codice genetico fatta grazie al grande Progetto genoma umano. Tante le sfide che restano ancora aperte, dalla comprensione della funzione del cosiddetto 'Dna spazzatura' alla riscrittura del Dna per correggere le malattie genetiche con gli strumenti sempre più avanzati delle tecniche di editing genetico come la Crispr.

Nasce oggi

Michel de Montaigne nato il 28 febbraio del 1533 al castello di Montaigne. Suo capolavoro sono gli ''Essais'', cioè i saggi, brevi scritti dai titoli più vari: ''Della tristezza'', ''Dei bugiardi'', ''Dell'età'', ''Della coscienza'', ''Del pentirsi'', ma anche ''Come l'anima riversi le sue passioni su oggetti falsi quando i veri le vengono a mancare'' o ''Se il comandante di una piazzaforte assediata debba uscire per parlamentare''. Ha scritto: “L'uomo è davvero insensato: non saprebbe fare un verme, eppure fabbrica Dèi a dozzine.”