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20 giu 2022

Toscana Aeroporti, disagi in vista: sabato 25 giugno sciopero di 4 ore a Pisa e a Firenze

La Fit Cisl: “Manca personale, sarà un'estate difficile per i passeggeri, tra bagagli lasciati a terra e lavoratori costretti a turni massacranti”. La replica della società

20 giu 2022
monica pieraccini
Cronaca
PRESSPHOTO Firenze, Aeroporto Vespucci, viaggiatori, arrivi, turisti

Giuseppe Cabras/New Press Photo
Aeroporto
PRESSPHOTO Firenze, Aeroporto Vespucci, viaggiatori, arrivi, turisti

Giuseppe Cabras/New Press Photo
Aeroporto

Firenze, 20 giugno 2022 – Disagi in vista negli scali di Firenze e Pisa a causa dello sciopero, proclamato da tutte le sigle sindacali (Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Ugl, Usb) per sabato 25 giugno, dalle 11 alle 15. “Toscana Aeroporti non è preparata a cogliere la ripartenza in atto del settore”, fa presente Franco Fratini, segretario regionale della Fit Cisl. “La programmazione va a rilento e, tra Firenze e Pisa, mancano almeno 150 persone, tra contratti a termine non confermati, dimissioni e accompagnamenti alla pensione”.

Il quadro, sia per i passeggeri che per i lavoratori, è l'allarme lanciato dalla Fit Cisl, è preoccupante. “Lunghe file ai check-in, migliaia di bagagli lasciati a terra e riconsegnati ai legittimi proprietari in tempi lunghissimi anche oltre il loro rientro, tanti disagi per i passeggeri, personale aeroportuale costretto a turni massacranti e alla costante richiesta di servizi da svolgere in regime di straordinario, orari di lavoro stravolti e difficoltà estrema per i lavoratori nella conciliazione vita/lavoro, carenza preoccupante di addetti in settori nevralgici per il buon funzionamento degli scali”.

“La massiccia ripresa del traffico passeggeri che si è concretizzata da Pasqua in poi e che si sta stabilizzando sui livelli pre Covid - sottolinea - ha trovato completamente impreparata la società Toscana Aeroporti, che invece di utilizzare il lungo stop imposto dal Covid per preparare al meglio la ripartenza, programmando per tempo assunzione di organici e manutenendo gli scali, è stata in altre questioni affaccendata”. Il personale manca ed è difficile ora anche reperirlo. Quei pochi che la società potrebbe trovare, evidenzia il segretario, vanno “formati, istruiti e resi operativi”. “Insomma – conclude Fratini – se ne parla a stagione conclusa. Con queste premesse è facile prevedere un’estate di forte difficoltà per i viaggiatori che utilizzeranno gli scali toscani”.

“Stiamo cercando di assicurare una gestione equilibrata degli scali toscani in questa situazione di ripresa, ma che resta incerta perché non possiamo escludere a ottobre una nuova ondata di Covid. Stiamo assumendo, anche se gradualmente e, diversamente dal periodo pre-pandemico – replica Toscana Aeroporti – non abbiamo potuto assumere tutti gli stagionali a marzo, quando il quadro non era ancora definito e nessuno, in tutta Italia, si poteva immaginare una ripresa dei passeggeri come quella che si è vista da maggio in poi”.

Rispetto invece alla specifica questione dei bagagli lasciati a terra e delle lunghe code, precisa la società che gestisce gli scali di Firenze e Pisa, ”effettivamente nel fine settimana dell'11 e 12 giugno scorsi ci sono stati dei disagi a Peretola, ma conseguenza del vento che si è alzato, proveniente da nord, quindi in coda agli aerei: essendo, come tutti sanno, la pista corta e mal orientata, tutte le compagnie aree hanno dovuto mettere in campo delle azioni per limitare il peso al decollo. Così hanno sbarcato tutti i bagagli e in alcuni casi anche i passeggeri. Poiché il personale è adeguato all'attuale flusso dei passeggeri, ma non sovrabbondante, in quel caso straordinario si sono verificati effettivamente dei disagi”.

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