Sciopero medici e infermieri: “La sanità toscana? Vicina al fallimento”

Alta l'adesione tra medici e infermieri. Presidio a Firenze con personale proveniente da tutta la Toscana. A Roma a manifestare anche il presidente dell'Ordine dei medici fiorentino, Pietro Dattolo

Firenze, 5 dicembre 2023 – Alta adesione in Toscana allo sciopero proclamato da Anaao-Assomed e Cimo-Fesmed e da Nursing Up. E' sceso in piazza a Roma anche il presidente dell’Ordine dei medici fiorentini, Pietro Dattolo. "Il personale sanitario - spiega Dattolo - è l'ossatura del servizio pubblico universale. Bisogna investire nel sistema sanitario nazionale e dare maggior peso alla professione medica. Medici e pazienti devono essere entrambi rispettati". ''Solidarietà e vicinanza - prosegue il presidente dell'Ordine - ai medici e all'intero personale sanitario che protesta per i tagli alle pensioni dei medici, per la carenza di personale medico-infermieristico in corsia e nei pronto soccorso, per i turni eccessivi, per le lunghe liste d'attesa, per le chiusure di reparti, la riduzione di posti letto”. “Il sistema sanitario nazionale sconta oltre un decennio di definanziamento. Gravi problemi - conclude - che costringono migliaia di persone a rivolgersi ai privati mentre chi non può permetterselo rinuncia sempre di più a curarsi”. La salute pubblica, insomma, continua ad essere considerata una spesa e non un investimento, invece, dicono gli economisti, un euro investito in sanità ne frutta subito due.

Oltre alla manifestazione nazionale a Roma, stamani a Firenze, davanti alla Regione, si è svolto il presidio organizzato da Nursing Up, al quale hanno partecipato infermieri, ostetriche, professionisti della sanità provenienti da tutta la Toscana, che protestano per i turni massacranti, gli stipendi bassi, i continui tagli al settore. Una situazione che dura da anni ed è precedente la pandemia. “Due i problemi principali della nostra categoria: il primo è nazionale perché la nuova bozza delle legge di bilancio ha una previsione di spesa che non può coprire il fabbisogno della sanità italiana”, afferma Roberta Guadagno, referente Nursing Up di Careggi e del Meyer di Firenze. “Il secondo è che abbiamo 21 sanità diverse e per quanto concerne la Toscana non voglio dire che siamo falliti, ma poco ci manca”. “I colleghi – prosegue Guadagno – non ne possono più, sono stanchi, i turni di lavoro sono massacranti, manca personale, mancano le ostetriche alla maternità di Careggi e infermieri al Meyer. E' un quadro estremamente preoccupante: significa che la sanità toscana non riesce a prendersi cura non solo dei malati, ma nemmeno dei bambini che nascono e che crescono”. ”. “La Regione – aggiunge – ci ha comunicato inoltre che non ha i soldi per pagare l'anticipo dell'indennità di vacanza contrattuale, annunciato dal governo Meloni, ma che poi è ricaduto appunto sulle regioni. E mentre le liste di attesa sono lunghissime, nel piano triennale in Toscana si prevede di tagliare ancora 2mila dipendenti in tutto il comparto”.