Spedizione punitiva tra ragazzini: ventiquattro indagati per la vendetta a colpi di martello

Prato, sequestrati smartphone e pc ai capi delle due bande di giovani (tra i 14 e i 17 anni) protagonisti della faida di Chinatown

Prato, 8 maggio 2023 – Martellate in testa ad un ragazzino di 14 anni, due risse, una spedizione punitiva. E tutto senza un vero motivo. Sono 24 i giovanissimi (tutti tra i 14 ed i 17 anni) indagati per rissa e lesioni gravi a minorenni dopo le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Prato e della squadra mobile coordinate dal tribunale dei minori di Firenze.

I ragazzini sarebbero responsabili, come già anticipato da "La Nazione", di episodi di violenza culminati il 21 febbraio nell’aggressione ad un quattordicenne e un amico. Il primo, in particolare, è stato colpito con un martello sulla testa ed ha riportato un grave trauma tranico, tanto che è stato necessario sottoporlo ad un delicato intervento chirurgico al Meyer. Ora ha una placca di metallo in testa e un’infinità di punti di sutura che gli prendono tutta la parte superiore del cranio. Dopo la brutale aggressione i genitori hanno sporto denuncia.

Secondo gli inquirenti l’aggressione del 21 febbraio, ai giardini di via Colombo in zona Chinatown, sarebbe stata provocata da una rissa precedente, in un altro giardino vicino a quello della spedizione punitiva.

Per questi due episodi, collegati, adesso sono indagati 24 ragazzi che fanno parte di due gruppi di adolescenti, uno composto da cinesi e l’altro da italiani, alcuni dei quali di origini albanesi e marocchine.

Dopo i primi accertamenti scaturiti dall’episodio di violenza ai giardini di via Colombo la procura ha deciso di scavare a fondo. Polizia e carabinieri sono stati così incaricati di svolgere perquisizioni personali, domiciliari ed informatiche, vagliando telefoni cellulari, pc e tablet appartenenti ai minorenni ritenuti protagonisti di risse avvenute i primi mesi dell’anno.

Le preliminari attività di indagine "hanno consentito di raccogliere elementi indiziari a carico dei 24 minorenni" appartenenti alle due baby gang. Al momento non trapelano ulteriori informazioni riguardo a quanto gli investigatori sono riusciti a trovare sui dispositivi informatici degli adolescenti, come eventuali fotografie, altri video o particolari messaggi fra gli appartenenti ai due gruppi giovanili che si sono scontrati.

Massimo riserbo anche sull’eventuale ritrovamento "dell’arma", presumibilmente un martello, che è stata utilizzata per colpire la testa del quattordicenne finito poi al Meyer per aver riportato una frattura cranica e lesioni gravi (anche lui risulta indagato).

Le perquisizioni sono state fatte il 4 maggio e hanno consentito agli investigatori di acquisire "ulteriori elementi di riscontro che sono tuttora al vaglio degli inquirenti". Le indagini dunque sono ancora in corso e serviranno a definire bene i contorni di un’aggressione violenta e folle che poteva costare la vita ad un ragazzino di 14 anni.

«Poteva andare peggio, ora mio figlio ha paura", ha raccontato infatti la mamma del giovane al nostro giornale, confermando che la rissa fra i due gruppi di giovanissimi sarebbe scoppiata senza nessun motivo. Forse è bastato semplicemente uno sguardo non gradito ad accendere la miccia. Meno di niente. Eppure poteva costare una vita.

re.po.