Progetto contro la dispersione sclastica con i fondi Pnrr

Ecco i numeri: 59 attività di recupero, 240 studenti coinvolti, 181 mila euro di investimento contro l’abbandono, per rafforzare le competenze e scovare i talenti

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Arezzo, 4 gennaio 2024 – Il progetto sulla dispersione scolastica redatto dall’Isis Fermi di Bibbiena ha ottenuto un finanziamento di 181mila euro dai fondi del PNRR dedicati alla scuola. La soddisfazione è stata espressa dal Dirigente Maurizio Librizzi con queste parole: “Anche se i numeri sulla dispersione, per il Casentino, sono ancora sotto la soglia dell’emergenza nazionale, abbiamo voluto comunque investire per aiutare quegli studenti che sono a rischio abbandono. In una scuola in cui riusciamo ancora ad avere un contatto diretto con le famiglie e conosciamo da vicino i nostri ragazzi e ragazze, possiamo attivare programmi quasi personalizzati di aiuto e questo rende questa scuola un ambiente in cui si impara, ma soprattutto si cresce come individui e come cittadini, ci si confronta e si rafforzano le proprie competenze o si nutrono i propri talenti. Una scuola del futuro dove ognuno conta”. A spiegare i percorsi che verranno attivati a breve dal Fermi è il professore Gianni Vestrucci docente di Informatica e referente per il PNRR: “Innanzitutto verranno attivati dei percorsi di mentoring con alcuni docenti interni che hanno seguito un corso di specializzazione specifico alla SIM, Scuola Italiana Mentoring e verrà fatto in orario extrascolastico. Accanto al mentoring, che è un’attività uno a uno tra Mentor e mentee, ci saranno dei progetti di potenziamento di competenze di base, di motivazione e di accompagnamento a piccoli gruppi per aiutare alcuni ragazzi e ragazze che stanno avendo delle difficoltà per far loro recuperare certe competenze. Su questo abbiamo attivato ben 46 attività di recupero, alle quali se ne aggiungeranno minimo altre 13. Ogni classe, in sostanza, avrà dieci ore per ogni attività e almeno due tipologie di percorsi”. Vestrucci si sofferma nello specifico su queste attività spiegando alcune particolarità: “I ragazzi e le ragazze torneranno di pomeriggio a scuola e questo ci consente di avere una struttura aperta tutti i giorni e tutto il giorno, una grandissima opportunità per tutti i nostri alunni e alunne e anche per il territorio. Attualmente ci sono 240 alunni all’interno dei progetti di recupero, un numero che potrebbe salire”. Un’altra interessante voce relativa al progetto finanziato è quella relativa ai percorsi formativi laboratoriali e curriculari, dove la scuola metterà progetti specifici interdisciplinari e dove i ragazzi saranno fatti lavorare in gruppi trasversali rispetto alle specializzazioni e portati anche a scoprire i propri talenti e inclinazioni per agevolare la scelta della scuola o della formazione in uscita. C’è anche un obiettivo ulteriore che si pone la scuola, ben spiegato da Vestrucci: “La nostra intenzione è quella di attivare, su questo progetto, anche corsi per i futuri alunni che entreranno l'anno prossimo in prima superiore con lezioni di approfondimento in matematica, chimica, fisica così da preparali meglio in entrata ed evitare magari difficoltà per i primi mesi di scuola. La nostra scuola si presenta un po' in controtendenza sulla dispersione scolastica se paragonata al quadro nazionale, tuttavia abbiamo rilevato delle difficoltà soprattutto sul corso professionale e su questo vorremmo puntare molto. In una scuola piccola come la nostra il rapporto di prossimità ci consente di puntare tutto sulla persona e non sul voto. A noi interessano i ragazzi e interessa che ognuno, per le proprie capacità, talenti e inclinazioni, riesca a concludere il proprio percorso scolastico con soddisfazione”. Su questo percorso e in collaborazione con Oxfam Italia, l’Isis parteciperà a un’indagine approfondita sulla dispersione scolastica ma Vestrucci vuole evidenziare quanto segue: “Siamo certi che grazie a questo grande progetto, la nostra scuola sarà di esempio su come poter scommettere su ogni ragazzo e ragazza, basta credere in ognuno di loro e accompagnarli, anche per mano, verso la loro personale realizzazione che poi è ciò a cui è chiamata la scuola”.