Poste, Cgil Toscana: “Mef non ceda quote, qui persi 300 uffici”

Appello a società civile, politica e istituzioni regionali

La posizione del sindacato su Poste
La posizione del sindacato su Poste

Firenze, 12 febbraio 2024 - "No alla vendita del ramo azionario di Poste Italiane": è l'appello rivolto dalla Slc-Cgil Toscana a società civile, politica e istituzioni della regione affinché prendano posizione contro la scelta del Governo di cedere azioni in possesso del Mef. In Toscana dal 2015, anno della prima cessione delle azioni (35% dell'azienda), "abbiamo visto depotenziare la rete postale - accusa il sindacato - con la perdita di 300 uffici e oltre 2.000 posti di lavoro, mettendo operatrici ed operatori di fronte a sovraccarichi di lavoro che compromettono quotidianamente la conformità del loro operato". Per la Slc-Cgil "le rassicurazioni narrate dal ministro Giorgetti e di tutti gli esponenti ministeriali relativamente alla qualità e quantità dell'occupazione non trovano alcun riscontro nella realtà, essendo questo settore di business oggetto costante di differenti condizioni di vita lavorative tra contratti di lavoro diretti ed appaltati, e non essendosi la politica mai interessata a costruire un perimetro normativo in cui si potessero regolare i rapporti tra le imprese con un'unica contrattazione di settore, in uno dei pochi mercati espansivi quali l'e-commerce e la consegna dell'ultimo miglio". Inoltre, avverte il sindacato, con la dismissione delle azioni del Mef "si sta per compiere una scelta che comprometterà, nel giro di poco tempo, non solo la presenza dello Stato nei piccoli borghi e nei paesi più isolati, ma la tenuta della rete dei presidi postali e dei servizi alla cittadinanza".