Clima, l’sos di Coldiretti: ‘Peschi e susini in fiore. L’arrivo del freddo sarà uno shock’

Il vicino crollo delle temperature allarma il settore. “Rischiamo di perdere i raccolti”

Pesco in fiore (foto repertorio)
Pesco in fiore (foto repertorio)

Firenze, 4 gennaio 2024 – I peschi ed i susini sono fioriti come se si fosse a primavera. E nei campi si trovano ortaggi mignon, a causa delle piogge e soprattutto del caldo anomalo di un autunno mai così caldo da 70 anni e del dicembre più bollente, dal 1955 ad oggi. Tutto questo, evidenzia Coldiretti Toscana, ci fa ben capire quanto lo scenario climatico abbia sconvolto il ritmo delle stagioni e messo in crisi la natura e l’agricoltura. E ora l’atteso freddo rischia di essere un vero e proprio chock. 

L’annunciato arrivo dell’inverno, con un brusco crollo della colonnina di Mercurio in queste condizioni di eccezionalità, sta allarmando gli agricoltori, che devono affrontare gli attuali sconvolgenti “risvegli” delle piante e che tra pochi giorni rischiano di veder compromessi i prossimi raccolti. 

Il 2023, ricorda sempre Coldiretti, è stato un anno particolarmente complicato e difficile per le 52mila imprese agricole della regione, con 183 eventi estremi tra bombe d’acqua, trombe d’aria e alluvioni. Fenomeni che sono cresciuti del 10% rispetto al 2022 e che hanno fortemente danneggiato le coltivazioni, le strutture e le infrastrutture agricole. In un caso su due si è trattato di eventi legati a precipitazioni forti, abbondanti ed intense che, unite al caldo, hanno favorito l’esplosione di funghi e malattie e modificato il normale ciclo vegetativo delle colture in campo.

A Massa, nella frazione di Romagnano, la coltivazione di finocchi di Paolo Caruso ne è la prova. “Avrebbero dovuto avere una pezzatura di almeno 500 grammi ciascuno ma con l’umidità persistente dovuta alle tante piogge di questo periodo sono rimasti più piccoli e raggiungeranno a malapena i 300 grammi. I finocchi sono buonissimi ma sono più piccoli e macchiati: si venderanno con più difficoltà nei mercati ed avrò un incasso quasi dimezzato per questa particolare produzione. Da un paio di anni su questi stessi terreni, coltivando le solite varietà invernali e piantando la solita quantità di piantine, raccolgo il 40% in meno”, scuote la testa Caruso.

Per Coldiretti Toscana siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione, con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo con effetti devastanti, come dimostrano le alluvioni di maggio nell’alto Mugello e, a novembre, nel nord della regione. Una calamità, quest’ultima, che è costata più di 50 milioni di euro di danni alle imprese agricole. Senza dimenticare poi che senza il freddo le popolazioni di insetti che causano danni alle colture potrebbero sopravvivere e svernare per attaccare i raccolti nella prossima primavera. Insomma, una notizia brutta dietro l’altra.

Se da un lato l’agricoltura è il settore più danneggiato, dall’altro è anche il più impegnato per contrastarli. “I cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio – dice Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana -. Un obiettivo che richiede un impegno delle istituzioni per sostenere l’innovazione nell’agricoltura 4.0 con droni, robot e satelliti”.