Il vescovo di Massa: "Padrini e madrine non più di famiglia. Ci sono diaconi e preti"

La decisione di monsignor Vaccari "per il mutato contesto sociale e religioso del mondo contemporaneo. L’accompagnamento alla fede dev’essere interpretato da chi può sostenere fortemente il percorso"

Arezzo, 5 dicembre 2023 – Di statistiche regionali sullo ’stato dei sacramenti’ non ce ne sono; meglio ancora, devono essere organizzate a livello regionale in modo rigoroso. Però, se per i battesimi si registra una tendenza a lasciare la scelta a quando – diciamo così – i bambini diventeranno adulti, e per le comunioni, di chi è già battezzato, c’è presenza e frequenza, con coinvolgimento di famiglie e amici, per la cresima invece – che rappresenta nella considerazione generale l’ingresso nella ’chiesa militante’ attraverso la confermazione e il dono di un rapporto più pieno con lo Spirito Santo – la tendenza a ’farla’ si è molto ridotta.

Silvia Mancini, aretina, maestra di scuola primaria e responsabile regionale per la catechesi, designata a questo compito dalla Conferenza episcopale toscana, mette in evidenza alcuni aspetti: "La preadolescenza, che è l’età in cui si fa solitamente la cresima, è una stagione critica e di crescita, occupata da molte cose (scuola o sport, ad esempio), e i ragazzi tendono a rimandare. Qui si pone il problema di accompagnare piuttosto che di favorire una pratica. Cosa e come proporre un cammino ai giovani che diventano più grandi? D’altra parte assistiamo ad adulti che chiedono consapevolmente di fare la cresima, che peraltro non è obbligatoria per sposarsi anche se è fortemente consigliata. Si prefigura una pastorale attraverso i sacramenti e non dei sacramenti in senso di sequenza, in automatico".

La scelta del vescovo di Massa Mario Vaccari di non prevedere padrini e madrine per i battesimi e per le cresime, ad experimentum , per tre anni a partire dal 7 gennaio 2024, va collocata sulla scia di quanto fatto anche in altre diocesi, nella dimensione di un cambiamento d’epoca di cui parla Francesco: "Sotto il profilo teologico e pastorale – continua Mancini – si pronuncerà la Conferenza episcopale italiana. Posso dire però che una cosa sono i testimoni, che attestano cioè la scelta del battesimo, e un’altra è quella di chi accompagna nella fede e che è quello che dovrebbero fare padrini e madrine". Papa Francesco ha sottolineato come omosessuali e trans possono essere padrini e madrine e anche questo sta a sottolineare la partecipazione ai sacramenti come crescita per tutti nella fede, alla scuola del Vangelo.

Il background cristiano "è purtroppo oggi sempre meno frequente. L’accesso ai sacramenti è tappa di un cammino pensato, se il contesto è distante dalla fede. Il battesimo lo si rimanda all’età adulta soprattutto nelle aree metropolitane. La scelta di padrini e madrine può diventare l’occasione per un ripensamento della fede in età adulta. D’altra parte non posso fare l’allenatore se non ho né fisico né fatto pratica sportiva. Siamo tutti chiamati a cogliere aspetti responsabilizzanti". La Chiesa oggi insiste sul ripensamento della missione anche attraverso i sacramenti: "Incontrare chi accompagna il battezzando o il cresimando è occasione di coinvolgimento e non un’occasione rapsodica legata alla celebrazione. Possiamo fare questo mentre tutto punta ad avere rapporti funzionali. Non è una catechesi monocorde".