Lorenzo Baglioni, cantautore
Lorenzo Baglioni, cantautore

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Firenze, 2 dicembre 2020 - Il testo che segue è contenuto in Buongiorno Firenze, la newsletter che dal primo dicembre La Nazione invia alle migliaia di persone che si sono iscritte alla community dei lettori. La newsletter, interamente dedicata alla città di Firenze, contiene uno sguardo alla giornata appena iniziata con il commento di un ospite (oggi, il cantautore Lorenzo Baglioni), oltre a informazioni di attualità, la "buona notizia" e  suggerimenti per vivere la città.  Per ricevere via mail la newsletter clicca su  www.lanazione.it/buongiornofirenze  

 

Scuole vuote o semivuote, camerette, soggiorni e tinelli occupati tutta la mattina dalle lezioni. Il computer che sfratta soprammobili, taglieri e frullatori, mentre nella stanza da letto è logato con quello della prof e non sui social o sul sito musicale. La scuola è ormai entrata nelle case, tra fratelli ci si litiga non più l'accesso al bagno, ma il punto in cui il wi fi arriva meglio. O peggio, se serve una scusa per non farsi interrogare.

A Firenze, come in tutta Italia e in mezzo mondo si studia in dad:didattica a distanza. Non ci sono più resse o fughe alla Venditti davanti al cancello, né migliaia di gambe su per le scale. Se svanisce la forza del cantautore che immortalò il liceo con affreschi struggenti e presessantottini, cosa penserà il cantautore del terzo millennio? Lorenzo Baglioni della scuola incarna tutti i ruoli: aspetto, look, ritmi da studente; testi didattici da professore, però simpatico. Che spazia dall'italiano col tormentone sul congiuntivo, alla fisica con le leggi di Keplero. Interdisciplinare, come certi geni del rinascimento: un fiorentino perfetto per raccontare la scuola chiusa dentro la stanza di casa e tutto il Covid fuori. Lo abbiamo interrogato, senza risparmiargli nulla: in forma scritta (nell'intervista) e orale (nel video): del resto a lui la scuola piace, no?

Lorenzo Baglioni, 34 anni, cantautore con un debole per Firenze  tanto da dedicare una canzone alla "Ragazza fiorentina" e una alla Fiorentina del calcio, è soprattutto un grande cantore della scuola. E' stato stato alunno esemplare fino al dottorato in matematica, poi insegnante, prima di buttarsi anima e corpo nella musica, alla testa di un gruppo che si chiama, guarda un po', Supplenti italiani.  Multidisciplinare e multimediale, Baglioni, lancia consigli ai ragazzi anche in questo video 

Baglioni, la didattica a distanza... 
"Meglio in aula, ma non piangiamoci su. E' un'occasione per cambiare la scuola. In meglio".

Sei stato (bravissimo) studente, poi prof  a scuola. Quale, delle due categorie perde e quale guadagna, con la Dad?

"Premesso che si tratta di una situazione non normale, siccome non ci sono alternative, ognuno cerchi di prendere il buono". 

Che sarebbe?

"Per i professori, l'occasione di far entrare in classe la tecnologia. Che non deve sostituirsi all'uomo, ma aiutarlo, diventare un complemento della lezione tradizionale. Il digitale aumenta i colori sulla tavolozza educativa, nessuno ne abbia paura".

I ragazzi, il digitale lo maneggiano dalla nascita.

"Per loro l'opportunità sta nel lockdown. Stare forzatamente a casa è un'esperienza che auguro di non vivere più. Ma dal momento che c'è, la sfruttino per proteggere la salute e considerare il tempo che hanno davanti.  Immaginando e costruendo un pezzo del proprio futuro".

Insomma,  c'è del buono anche nel covid.

"Certo. E voglio dire che la scuola non è fatta solo di congiuntivo. Ma di tanti altri linguaggi al passo coi tempi".

Ad esempio?

"Il video in cui un insegnante risolve un esercizio diventa subito patrimonio di tutti, cancella i dubbi di aver preso male gli appunti, permette agli assenti di mettersi subito in pari. Cancella in un attimo i problemi che hanno fatto la storia della scuola tradizionale".

Scuola è anche gioco, scherzo, goliardia. 

"I ragazzi sapranno sfruttare le lezioni a distanza con nuova creatività ed ironia, per strappare un sorriso in più".

A proposito, quanti prof ti scrivono per aver indotto i giovanissimi a  imparare il congiuntivo?

"Ogni giorno mi qualcuno mi ringrazia di aver reso i ragazzi più sensibili verso la lingua italiana. E studenti mi raccontano la gioia di un sette e mezzo sulle leggi di Keplero. Soddisfazioni, crediatemi, che valgono più di un disco d'oro".

Non sono solo canzonette, per smentire Bennato.

"E' l'altra faccia bella del mio lavoro, che è per prima cosa il mio divertimento. La canzone realizzata con Jacopo Melio su disabilità e barriere, è servita un poco a cambiare la percezione generale del problema. Merito anzitutto di Jacopo e del suo talento comunicativo".

Da bravo studente, passavi i compiti ai compagni?

"Cercavo di essere solidale e generoso. Ed ero molto curioso".

La didattica a distanza ispirerà la tua prossima canzone?

"E' presto, ho appena fatto una canzone, con mio fratello. Auspicando una sorta di Big bang, generatore di una nuova scuola. Che formi buoni cittadini, in una società sempre più moderna".