LISA CIARDI
Cronaca

Lavoro, Nardini: “Programma toscano contro la precarietà. Incentivi a chi stabilizza”

L’assessora illustra il Patto con le misure premiali regionali: più di 10mila euro alle aziende che assumono a tempo indeterminato. No al gap tecnologico che esclude i più anziani e donne in prima linea

Firenze, 1 aprile 2024 – La Toscana festeggia il 1° Maggio fra luci e ombre. Da un lato con un’occupazione che è andata crescendo dopo la pandemia (e anche rispetto al 2019 secondo i dati Irpet), dall’altro con un aumento del precariato e dei contratti atipici rispetto a 15-20 anni fa, oltre che con una contrazione del mercato da fine 2023. A fare il punto l’assessora regionale con delega a lavoro e formazione, Alessandra Nardini.

Nel lungo periodo il lavoro è cresciuto, ma sono aumentati i contratti atipici: come mai?

«È frutto di anni di politiche sbagliate. Meno diritti e precarietà spacciata per flessibilità. Errori compiuti anche dal mio partito, il Pd, penso al Jobs Act e al conflitto con le parti sociali, specialmente coi sindacati. Scelte che non ho condiviso. Credo che la strada maestra sia la concertazione. Va incentivata la buona occupazione, stabile, sicura e di qualità. Serve una legge sul salario minimo per combattere il lavoro povero e serve una legge sulla rappresentanza. Il Governo Meloni fa l’opposto: liberalizza i contratti a termine, incentiva l’uso dei voucher, boccia il salario minimo».

Quali le contromisure regionali per favorire il lavoro stabile?

«Nel Patto per il lavoro abbiamo previsto incentivi per chi trasforma i contratti da determinato a indeterminato; abbiamo finanziato un avviso da oltre 12,5 milioni per dare fino a 10.600 euro per chi assume a tempo indeterminato; sottoscritto una carta di qualità degli apprendistati e varato un’importante riforma dei tirocini dove si passa dai contributi a pioggia a quelli erogati solo se c’è un’assunzione successiva».

Resta l’emergenza infortuni e morti bianche: cosa si può fare concretamente?

«È inaccettabile che di lavoro si muoia, ci si infortuni o ci si ammali. È una strage continua. Per aumentare i controlli è fondamentale che la ministra Calderone prosegua col rafforzamento dell’organico dell’Ispettorato nazionale del lavoro avviato dall’ex ministro Orlando, ma si deve anche superare la logica dei subappalti a cascata. Come assessorato, abbiamo messo in campo due bandi, 2.8 milioni di euro, per finanziare progetti di formazione aggiuntiva rispetto a quella obbligatoria su sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Agiamo anche con percorsi nelle scuole, insieme a Inail e Anmil. È inammissibile – prosegue Nardini – ascoltare parole come quelle dell’imprenditore carrarino che ha definito deficienti le vittime di incidenti in cava».

Un’altra questione sul tappeto è quella della necessità di continui aggiornamenti per tenere il passo con l’evoluzione tecnologica e digitale. Come gestirla?

«La formazione è centrale, consente a chi deve entrare nel mondo del lavoro di acquisire le competenze richieste, ma anche di riqualificare chi affronta una crisi industriale e di evitare che perda il lavoro chi non ha le competenze per affrontare transizioni, come quelle ecologica e digitale. Per superare il disallineamento tra domanda e offerta – continua l’assessora toscana – abbiamo messo in campo varie azioni: protocolli territoriali per mappare il fabbisogno formativo locale, potenziamento dei centri per l’impiego con sportelli decentrati, siamo passati da 7 a 10 Fondazioni Its, coprendo per la prima volta tutte le aree tecnologiche e i territori toscani».

Occupazione femminile: a che punto siamo?

«All’interno del Patto per il lavoro da 53,8 milioni di euro, si è rivolta particolare attenzione alle donne, con maggiorazioni sia degli incentivi per le assunzioni che per il sostegno alle start-up. Poi ci sono le misure per il reinserimento o l’inserimento lavorativo delle vittime di violenza. E ancora, il nuovo bando a sostegno dei progetti di welfare aziendale da sette milioni e mezzo, per migliorare la conciliazione vita-lavoro sia di lavoratrici che di lavoratori. Siamo inoltre impegnati nel destrutturare gli stereotipi a partire dalle scuole – conclude l’assessora regionale con delega a lavoro e formazione Alessandra Nardini –, prevenendo quella segregazione orizzontale che fa sì che poche ragazze scelgano percorsi caratterizzati da materie tecniche e scientifiche».