ANGELA BALDI
Cronaca

Inizia Sanremo: dai fasti di Pupo alla Woodworm, la storia del Festival legata ad Arezzo

Stasera parte il festival, l’etichetta aretina aspetta i duetti. Alle spalle tanti protagonisti nel tempio della musica

la rappresentante di lista

la rappresentante di lista

Arezzo, 6 febbraio 2024 – Sanremo è Sanremo. E anche se non ci saranno artisti aretini in gara in questa 74esima edizione, ci sono quelli che ad esserci ci hanno provato fino all’ultimo e quelli che saranno presenti almeno per fare una passerella davanti a milioni di ascoltatori. Inizia stasera Sanremo 2024, sul palco dell’Ariston non salirà nessun aretino, ma la storia della città è legata lo stesso a doppio filo col festival della canzone italiana. Grandi esclusi Pupo e Il Cile con il brano non selezionato da Amadeus, "Tri-colore” in cui le identità musicali e artistiche dei due si fondono in un dipinto musicale che è un affresco della società odierna dove i tormenti dei protagonisti danzano a tempo di nevrosi contemporanee, vecchi e nuovi demoni, celebrazioni più o meno solide di una patria indiscutibilmente fragile. Nella canzone scartata dal direttore artistico ma già lanciatissima su tutte le piattaforme, l’arma dell’ironia non smette di pungere l’ascoltatore, a partire dal gioco di parole del titolo che unisce il tricolore al "tris" e il "colore" che sono punteggi del poker. "È stato un onore per me collaborare con Enzo – dice Il Cile – che è un’icona mondiale della musica italiana, non a caso con "Tri-colore" il mio intento era proprio quello di celebrare con ironia e acume pregi e difetti della nostra penisola e delle nostre anime". Per dire la verità Il Cile la sua ribalta sanremese l’aveva avuta nel febbraio 2013 quando ha partecipato al Festival nella categoria "Giovani" col brano Le parole non servono più, scritto a quattro mani con un altro aretino Riccardo Presentini. La canzone fu eliminata, aggiudicandosi tuttavia il Premio Assomusica 2013 e il Premio Sergio Bardotti. La storia di Pupo e Sanremo passa invece anche da un altro brano che celebrava il tricolore: Italia amore mio canzone interpretata con Emanuele Filiberto di Savoia e dal tenore Luca Canonici. Presentato al Festival 2010, il brano è stato eliminato durante la prima serata; successivamente ripescato concludendo il Festival in seconda posizione. Ma sul palco di Sanremo è salito anche Roberto Benigni che proprio l’anno scorso aveva incantato il pubblico dell’Ariston con il monologo sulla Costituzione nel 75esimo anniversario commuovendo il presidente Mattarella. L’attore omaggiò il Presidente, scherzando sul conduttore, fece un inno alla Carta e ricordò i padri costituenti tra cui Bernardo Mattarella, padre del Presidente. Sul fronte musicale negli ultimi anni ci aveva abituati ad una presenza fissa all’Ariston l’etichetta discografica Woodworm, la label aretina quest’anno sarà protagonista con i suoi artisti solo nella serate dei duetti. Ci sarà un po’ di Arezzo sul palco dell’Ariston venerdì quando La Rappresentante di Lista e il coro Artemia duetterà con Annalisa in "Sweet Dreams (Are made of this)" degli Eurythmics, mentre con i Negramaro sarà Malika Ayane a cantare La canzone del sole di Lucio Battisti. L’etichetta aretina riesce così a piazzare sul palco più importante d’Italia due big della sua scuderia. Una passerella importante per Malika Ayane e la Rappresentante di Lista, reduce con Woodworm proprio dal successo di Sanremo. La label aretina era stata impegnata sul fronte del Festival partecipando un anno fa col gruppo milanese dei Colla Zio. Non era la prima volta per l’etichetta di Marco Gallorini e Andrea Marmorini. Basti pensare al successo ottenuto a più riprese dalla Rappresentante di Lista. Il duo Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, era in gara con Amare nel 2020, due anni dopo il successo di "Ciao Ciao", poi il ritorno l’anno scorso come autori di "Lettera 22", il brano dei cugini di Campagna, e come ospiti dal Suzuki Stage nella quarta serata. In precedenza Woodworm aveva portato a Sanremo Francesco Motta, Zen Circus, Rancore, oltre ad essere protagonista anche del post festival, con il party in spiaggia che riproporrà anche quest’anno. Altra aretina ma d’adozione in gara ci sarà quest’anno Fiorella Mannoia, proprietaria per anni di una villa a Monte San Savino e che torna all’Ariston con "Mariposa". Facendo un passo indietro nel tempo con un salto dai piano bar aretini al palco dell'Ariston, era nata la fortuna degli Oro che dal ’95 in poi, prima vincendo Sanremo Giovani e poi negli anni successivi presentandosi tra i big, hanno inciso canzoni indelebili da “Vivo per..”, a “Quando ti senti sola”. Per i Negrita nel 2019 l’ultima partecipazione al festival in occasione dei 25 anni di carriera. Fu un ritorno dopo la prima esperienza del 2003.