Firenze, 17 aprile 2021 - «Ora che stiamo tirando su la testa per l’emergenza del Covid arriva quest’altra batosta, ci mancava altro....". Si aggirava così, giovedì sera, preoccupatissimo tra le stanze di Palazzo Sacrati Strozzi Eugenio Giani saputo del coinvolgimento del Capo di gabinetto Ledo Gori, in eredità dalla passata presidenza di Enrico Rossi, nell’inchiesta su legami tra malavita mafiosa e imprenditori e tra imprenditori e istituzioni. Ne ha parlato con i più stretti collaboratori, poi col presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo. Poi ieri i titoli dei giornali, il susseguirsi di voci mentre c’è da gestire la fase decisiva delle vaccinazioni: giornata in salita. Alle 18,30 la decisione di sospendere Gori dalle sue funzioni. Di altro non vuol parlare: non una parola sui contributi che lui, Giani, ha certificato per la campagna elettorale. In quelle certificazioni ci sono anche i soldi (ottomila euro) versati dall’associazione Conciatori al centro dell’inchiesta della magistratura e altri versamenti da parte di singole aziende del settore conciario. Fratelli d’Italia va all’assalto del presidente, lui preferisce tacere. E la tensione sale.

«Non esprimo opinioni perché ho piena fiducia nella magistratura con la speranza che sia fatta chiarezza il prima possibile" dice in un comunicato Giani. Poi l’addio a Gori: "Ho disposto che le funzioni di Capo di Gabinetto siano attribuite in via transitoria al direttore generale della Regione, Paolo Pantuliano". Pare una decisione non condivisa, ma che viene proprio da Giani come a voler mettere un punto e andare a capo. Aggiunge Giani: "Mi preme sottolineare che valuteremo già nelle prossime ore gli interventi opportuni affinché la Regione Toscana possa sviluppare, come ha sempre fatto, un’azione coerente e finalizzata ad evitare qualsivoglia pericolo di infiltrazione vista la capacità delle organizzazioni criminose di penetrare nei nostri territori, che abbiamo il dovere di preservare". No alla Toscana di mezzo, no a zone d’ombra, vuol dire.

Fratelli d’Italia sposta i riflettori dal recente passato al presente. "Ci spieghi Giani - sottolinea il capogruppo di FdI in Regione Francesco Torselli - se dietro la conferma di Gori vi siano state solo ragioni politiche e professionali". E ancora: "L’Associazione Conciatori, che ha i vertici tra gli indagati, è stata una delle principali fonti di finanziamento della sua campagna elettorale: oltre il 25% dei fondi, l’attuale governatore li ha raccolti tra i conciatori". E conclude: "Troppo facile sospendere Gori ora che è indagato". Giani liquida la questione: "Tutto trasparente, tutto alla luce del sole".