Caterina Ceccuti
Cronaca

Il Rotary Firenze Sud a favore della Scuola cani guida di Scandicci

Dal club fiorentino donazione per acquisto e addestramento di un cucciolo di golden retriver destinato a una persona non vedente e la disponibilità di tre soci a diventare affidatarie per la formazione dei cani durante l’addestramento

I soci del Rotary e del Rotaract Firenze Sud in visita alla Scuola cani guida di Scandicci

I soci del Rotary e del Rotaract Firenze Sud in visita alla Scuola cani guida di Scandicci

Firenze, 13 aprile 2024 – Non ha solo provveduto alle spese di acquisto e addestramento di un cucciolo di Golden Retriver destinato a diventare un cane guida per persone non vedenti, il Rotary Club Firenze Sud – in compagnia di alcuni giovanissimi soci del suo Rotaract – si è anche recato in visita alla Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Scandicci, per approfondire la conoscenza di quella che ormai è una tra le più note scuole di addestramento del territorio italiano “Nata il 25 settembre 1929 a seguito della donazione da parte della Famiglia Martini – spiega al Club la Signora Cristina, esperta cinofila che ha guidato i soci durante la visita -, successivamente la Scuola è stata assegnata alla Regione Toscana, che ne ha mantenuto il carattere Nazionale dal 1° aprile 1979. La Scuola, famosa per la formazione di cani guida per persone non vedenti, gestisce anche una stamperia per volumi con caratteri braille a tutela di una migliore condizione e dell’inserimento sociale di persone colpite da disabilità visiva. I cani non destinati al servizio di guida sono spesso utilizzati per affiancare bambini, minori o adulti che necessitano della compagnia di questi nostri amici a quattro zampe, e appartengono alla famiglia dei Labrador o dei Golden Retriver”. I cani di entrambe le razze vengono da prima scelti in allevamenti qualificati della Toscana e trattenuti per parecchi mesi all’interno della Scuola per la loro formazione. “Dopodiché – continua a Signora Cristina - sono affidati ad alcune famiglie affidatarie che trattengono i cani e li abituano a convivere sia in casa che fuori inclusi i luoghi dove possono incontrare molte persone dai giardini pubblici al tram, inoltre queste famiglie devono riportare ogni mese i cani alla Scuola di formazione per poi riceverli nuovamente presso le loro abitazioni: concluso questo periodo i cani che per intelligenza e carattere saranno risultati più adatti potranno essere consegnati a persona non vedente.”

E gli altri?

“La Scuola provvede anche a collocare alcuni di questi animali dove possono risultare utili per supportare altre forme di terapia (pet therapy oppure altre forme di zoo assistenza, come l’utilizzo del loro olfatto per diagnosticare anomalie rispetto all’andamento fisiologico del corpo umano). Un periodo di formazione è richiesto anche ai destinatari dei cani, perciò la Scuola è dotata di camere dove queste persone dovranno trattenersi per alcuni giorni in modo da poter essere a loro volta formate e beneficiare pienamente dell’ausilio del cane. I nostri cani infatti, sono capaci di prevenire un pericolo, ma non sanno se la persona che affiancano desidera andare a casa di un amico o in farmacia, per cui è necessario garantire la capacità di “dialogo” fra l’umano e il quadrupede. Tuttavia questi cani sono spesso in grado di riconoscere i percorsi e le persone o i locali dove chi non è vedente si reca di solito, e di condurre anche se la persona si è distratta.” “Signora Cristina - hanno chiesto i soci del Firenze Sud – è difficoltoso il percorso di addestramento? “Impegnativo si, difficoltoso no, perché siamo tutti cinofili e l’affetto che questi amici a quattro zampe ricambiano è veramente incommensurabile; tantoché diverse associazioni, come il Rotary Firenze Sud, contribuiscono all’acquisto o all’addestramento dei nostri cani, in merito però devo evidenziare la carenza di cui maggiormente soffriamo: famiglie disponibili ad accoglierli per il periodo necessario durante la formazione, senza alcun onere sulla famiglia affidataria, poiché tutto è a carico della Regione.” A conclusione della visita, tre soci si sono resi disponibili a diventare famiglie affidatarie.