Il Covid rialza la testa, vaccini lenti «Solo metà di quelli per l’influenza»

Nell’hub di via XXV Aprile 1100 le dosi somministrate a fronte delle oltre 2 mila per il virus stagionale. Il direttore della zona distretto: «Aderire alla campagna serve a tutti». Pronti posti letto per cure intermedie

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Arezzo, 29 novembre 2023 – 1100 i vaccini anti Covid effettuati dal 16 ottobre scorso quando è partita la campagna della Asl, alla casa della salute di via XXV Aprile, la più grande della città che fa capo a 10 medici di medicina generale che assistono 15mila pazienti. Più del doppio invece quelli anti influenzali, somministrati a 2255 aretini nello steso hub. Tradotto, solo la metà dei pazienti si è sottoposto ad entrambe le vaccinazioni. Nel frattempo il Covid rialza la testa. A pagarne le conseguenze più gravi sono soprattutto i fragili, basti pensare che nell’ultima settimana in Italia ci sono stati 150 decessi. Ecco perché la Asl è corsa i ripari e ha già attivato dei posti letto nelle cure intermedie per quei pazienti positivi al Covid che vengono dimessi dall’ospedale e non possono tornare a casa.

Dottor Evaristo Giglio Direttore Zona Distretto, come sta andando la campagna vaccinale anti Covid?

“E’ partita un po’ a rilento come in tutto il territorio nazionale, ma ha visto un’accelerata nell’ultimo periodo. Secondo i dati forniti dalla Casa della Salute di via XXV Aprile la più grande della città che conta 10 medici e 15mila assistiti, sono stati fatti 1100 vaccini Covid e 2255 anti influenzali dal 16 ottobre scorso. In generale l’anti influenzale ha più successo, mentre per il Covid resta una sorta di paura irrazionale che non trova spiegazioni a livello scientifico”.

Il vaccino anti Covid non dilaga ma la mortalità continua ad esserci?

“Si, riguarda soprattutto i fragili e i pazienti cronici come malati di diabete o cardiopatici. Il Covid ha sicuramente maggiore virulenza e adesso si presenta silente o pauci sintomatico nella maggior parte dei casi, ma colpisce nei fragili. Nell’ultima settimana ci sono stati in tutta Italia 150 decessi”.

Cosa fare per mantenere l’attenzione alta?

“Questo virus non perdona soprattutto i fragili, ecco perché dobbiamo ripensare a pratiche su cui abbiamo abbassato la guardia come l’isolamento e l’uso della mascherina. Non solo, i tamponi adesso sono per la maggior parte fai da te. Ecco perché non arriviamo mai alla definizione riguardo alla sorveglianza e abbiamo un dato sotto stimato. L’unica arma è la vaccinazione che consiglio a tutti non solo ai fragili per cui diventa vitale. Se tutti aderissero ci sarebbe un richiamo di gregge che porterebbe a diminuire l’incidenza del Covid”.

Il Covid torna a fare paura, anche in termini di ricoveri?

“Sappiamo che nelle ultime settimane c’è stata una recrudescenza del Covid, sono tutti casi che trascorrono la malattia a casa, perciò a livello ospedaliero non c’è la pressione che si è verificata in passato, ma ancora manca un mese all’inverno e abbiamo davanti uno scenario che potrebbe ribaltarsi”.

Cosa ci aspetta nei prossimi mesi?

“Non sappiamo cosa aspettarci nelle prossime settimane proprio perché siamo ancora alle porte dell’inverno, ma per prevenire criticità abbiamo già attivato posti letto nelle cure intermedie: a San Giuseppe ci sono 4 letti che potranno anche essere aumentati come valvola di sfogo per i pazienti positivi al Covi che devono essere dimessi dall’ospedale ma che non possono andare a casa”.