Un'aula
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Roma, 22 novembre 2021 - “In epoca Covid tendiamo ad associare la gestione della sicurezza a scuola alle mascherine, al distanziamento e alle misure igieniche. Ma i vecchi problemi di sicurezza degli edifici permangono, come dimostrato dai recenti crolli di solai in Sicilia. L’associazione nazionale presidi non se ne dimentica. E infatti recentemente abbiamo chiesto al ministro Bianchi di istituire una cabina di regia sul tema”. Il presidente dell'Associazione nazionale dirigenti pubblici della scuola (Anp), Antonello Giannelli, è intervenuto così in una nota in occasione della 'Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole’, che si celebra oggi.

"Siamo diventati tutti più sensibili al tema sicurezza anche per effetto dell'emergenza pandemica - continua Giannelli -. Il 18 novembre, con Cittadinanzattiva e col Dipartimento della Protezione Civile, abbiamo attivato un questionario per chiedere ai dirigenti scolastici di farci sapere come, dal loro privilegiato punto di vista, sia cambiata negli ultimi due anni la percezione della questione sicurezza. E abbiamo chiesto loro anche di raccontarci, per metterle a disposizione di tutti, le buone pratiche poste in atto perché, non dobbiamo dimenticarlo, abbiamo fatto quasi l'impossibile per riportare gli alunni a scuola e farceli rimanere".

Giannelli rivolge un appello alla comunità scolastica: "Oggi, oltre a ricordare le vittime degli incidenti accaduti nelle scuole e a ripetere 'mai più', dobbiamo iniziare a far sì che vengano controllati tutti i solai e messe finalmente in sicurezza tutte le aule scolastiche". La 'Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole’ è stata istituita nel 2015 per ricordare i tragici eventi accaduti nel scientifico Darwin di Rivoli il 22 novembre 2008, nella Scuola Jovine di San Giuliano di Puglia nel 2002, nella Casa dello Studente dell'Aquila nel 2009.

Anche quest'anno, ricordano i presidi, “il Ministero dell'Istruzione lancia una campagna di sensibilizzazione delle comunità scolastiche sull'importanza della sicurezza e della prevenzione degli incidenti e degli infortuni scolastici”. Ma non si fa accenno, la loro accusa, “allo stato di inadeguatezza in cui versa più della metà dei plessi scolastici italiani". Eppure, prosegua l'Andis, associazione nazionale dirigenti scolastici, “solo il 14 ottobre scorso Legambiente Scuola ha pubblicato il Rapporto ''Ecosistema Scuola'' sulla qualità dell'edilizia scolastica e dei servizi nei 98 capoluoghi di provincia, dal quale emerge una fotografia assolutamente impietosa e allarmante dello stato delle scuole italiane: la metà non possiede il collaudo statico, né il certificato di agibilità, né il certificato antincendio; il 51% degli edifici necessita di manutenzione urgente, il 74% degli edifici del Sud si trova in area sismica".

L’associazione dei presidi "già a novembre 2020 ha segnalato al Ministro e alla Commissione Istruzione della Camera che le scuole italiane sono in gran parte vecchie e insicure, che con i finanziamenti del Pnrr vanno progettati e costruiti ambienti di apprendimento idonei ad ospitare una didattica attiva e modulare, con laboratori, biblioteche, palestre, spazi di incontro, tutti cablati con fibra ultraveloce nell'ottica della digitalizzazione e della transizione green”. “Nelle schede del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza scopriamo però che per il programma di risanamento strutturale degli edifici scolastici è stato previsto un fondo di soli 800 milioni (per realizzare nuove scuole in sostituzione degli edifici vetusti) a fronte di 6,42 miliardi per realizzare il risanamento strutturale, il cablaggio e l'efficientamento energetico degli edifici scolastici".

Insomma, “uno stanziamento palesemente insufficiente - lamentano i presidi, - rispetto agli obiettivi dichiarati, dal momento che il patrimonio edilizio della scuola italiana comprende circa 43.000 edifici e che la maggior parte di essi versa in stato di avanzato degrado o sorge in zona a rischio sismico e ambientale”. Secondo i calcoli di Legambiente, con gli 800 milioni previsti dal Pnrr nei prossimi cinque anni potremo costruire al massimo 500 scuole nuove, considerando un costo medio per scuola di 1,3 milioni di euro. “Non vogliamo che la montagna partorisca un topolino”, dicono i dirigenti.

Con l’occasione della Giornata per la sicurezza nelle scuole, interviene anche l’Inail. “Vogliamo ricordare anche l'impegno dell'Istituto a sostegno dei piani di edilizia scolastica - le parole della consigliera di amministrazione Francesca Maione -. Il rinnovo, la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio edilizio scolastico sono investimenti importanti per il futuro del nostro Paese e per la sicurezza degli studenti. Diverse disposizioni normative prevedono che anche l’Inail possa concorrere a questo fine, contribuendo alla costruzione di nuovi edifici scolastici in collaborazione con gli enti locali competenti, per la realizzazione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica". 

"La Dad ha spesso comportato un minor coinvolgimento nella didattica e nell'interazione del gruppo in classe. La mancanza della strumentazione adatta, unita alle difficoltà di connessione, ha reso più difficile la partecipazione alle attività scolastiche. Le piattaforme digitali hanno offerto tante opportunità per continuare a rimanere in contatto, ma hanno anche aumentato l'esposizione dei ragazzi ai rischi di un uso non corretto del web". E' quanto sostiene l'Inail nel 'Dossier scuola 2021'. "Ora è tempo di ricominciare con un nuovo atteggiamento che sappia accogliere quanto i nostri ragazzi hanno vissuto e di affrontare le nuove sfide con consapevolezza e progettualità. Questi anni, infatti, hanno dato una maggiore conferma di quanto la scuola non sia soltanto un luogo di didattica, ma rivesta una funzione educativa e di socializzazione indispensabile per la crescita dei giovani e per la costruzione della loro identità".