Femminicidi in Toscana, la lunga scia di sangue: oltre 120 le vittime di uomini violenti

Solo nel 2020 ben 3.132 donne si sono rivolte a un centro antiviolenza. Si tratta perlopiù di donne tra i 30 e i 49 anni (il 60%) che dichiarano di aver subito violenza psicologica (85% dei casi) spesso accompagnata da violenza fisica (60,9%), o anche economica (27,2%)

Un flash mob contro la violenza sulle donne

Un flash mob contro la violenza sulle donne

Firenze, 21 settembre 2022 - La maggioranza dei femminicidi? Avviene all’interno della famiglia. Ci dice questo l’ultimo rapporto sulla violenza di genere in Toscana. Dal 2006 al 2020 nella nostra regione ci sono state 121 vittime di femminicidio, 4 delle quali nel 2020. Sempre nello stesso periodo, 41 sono stati i minori orfani di femminicidio: 16 da madre di cittadinanza non italiana. Stamani, a Signa, l’ennesimo dramma. Il corpo privo di vita di Carla Cintelli, 46 anni, è stato trovato in un alloggio a pochi passi dalla stazione della cittadina dell’hinterland fiorentino.

L’Osservatorio regionale sulla violenza di genere realizza il monitoraggio del fenomeno attraverso la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati forniti dai nodi delle reti territoriali antiviolenza, a partire dai Centri Antiviolenza presenti sul territorio. La pandemia, evidenzia lo studio, ha reso drammaticamente più evidenti le diseguaglianze. Ed ha messo ancor più a rischio le donne che già si trovavano in una situazione particolarmente delicata.

Il rapporto documenta la lunga scia di sangue e di violenze che interessa anche la nostra regione e che continua a allargarsi presentando un evidente filo conduttore: la grande maggioranza di questi eventi hanno la loro radice nella relazione di coppia (81 casi),  una parte minore, ma non meno importante all’interno di relazioni parentali, in particolari quella madre-figlio (13 casi). Rispetto al quadro nazionale, due elementi caratterizzano la situazione toscana: un elevato numero di femminicidi tra donne anziane (le donne oltre i 75 anni vittime di femminicidio in Toscana negli ultimi 5 anni sono state il 35,1% del totale, contro il 16,7% a livello nazionale) e una proporzione maggiore di donne straniere, che rappresentano il 32,4% delle donne uccise per motivi di genere nel territorio regionale, contro il 23,4% a livello nazionale.

Questa strage di donne, che continua in Toscana come nel resto del nostro Paese, nasce da un contesto nel quale molte donne si sentono profondamente a rischio: basti pensare che nel solo 2020 ben 3.132 donne si sono rivolte a un centro antiviolenza. Si tratta di donne in larga misura tra i 30 e i 49 anni (il 60% ) che dichiarano di aver subito violenza psicologica (85% dei casi) spesso accompagnata da violenza fisica (60,9%) o anche economica (27,2%) o con l’aggiunta di minacce (21%). E in molti casi si tratta di situazioni di lunga durata:  il 36% di queste donne segnala che queste situazioni drammatiche si protraggono da oltre 5 anni.

Davanti a questi scenari numerose sono le attività messe in atto che il rapporto sulla violenza evidenzia con cura e che qui riassumiamo.

Centri antiviolenza

I Centri antiviolenza svolgono attività di accoglienza, orientamento, assistenza psicologica e legale alle donne che subiscono violenza, ed ai loro figli; realizzano inoltre azioni di sensibilizzazione e formazione svolgendo attività di raccolta ed analisi dei dati sulla violenza. In Toscana sono presenti 24 Centri antiviolenza, distribuiti su tutto il territorio regionale. Nel corso degli anni si è assistito ad una ramificazione della loro presenza nel territorio, soprattutto grazie all’apertura di sportelli locali, per un totale di 96 punti di accesso. Il percorso di uscita dalla violenza è stato avviato o è proseguito nel 2020 da 2.473 donne (pari a circa il 79% di quelle che si sono presentate per la prima volta al centro). In tutto sono stati 3099 i primi accessi ai centri. I servizi di cui hanno effettivamente usufruito le donne in percorso sono, in larga misura, ascolto (91%), accoglienza (77,3%) e consulenza psicologica (52,7%) e ancora orientamento e accompagnamento ad altri servizi della rete territoriale, consulenza legale, sostegno all’autonomia.

Case rifugio

La Casa rifugio è una struttura dedicata a indirizzo segreto nella quale la donna, sola o con i propri figli, e con il sostegno di operatrici formate sulle tematiche della violenza di genere, non solo viene messa in sicurezza ma inizia un percorso complesso di uscita dalla violenza. Sul territorio regionale sono presenti 20 Case rifugio, per 126 posti letto disponibili. Nel corso del 2020 sono state ospitate 112 donne e 110 figli o figlie. Le donne straniere sono state 84, pari al 75% del totale.

Centri per uomini autori di violenza

Gli uomini che hanno effettuato l’accesso a uno dei 5 Centri sul territorio regionale nel 2020 sono stati 139. Il 33, 8% ha concluso il programma, il 48,2% lo ha interrotto o abbandonato. L’obiettivo principale del lavoro con uomini autori di violenza è l’interruzione della violenza, l’assunzione di responsabilità e la costruzione di alternative ad essa, al fine di evitarne le recidive.

Istituto degli Innocenti

I dati raccolti dal Centro evidenziano come nel 2020 i minori vittime di maltrattamenti sono stati 3.331. Nello stesso anno il numero dei casi di violenza cui hanno assistito dei minori è stato di 1.869.

Codice Rosa

E’ quella che definisce le modalità di accesso e il percorso socio sanitario per le donne vittime di violenza. Dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2020 nei Pronto Soccorso della Regione Toscana si sono registrati 23.786 accessi in “Codice Rosa” e, dal 2013 al 2020, il dato per genere mostra un totale di 16.117 adulte e 1.831 minori.

Centro per la violenza su adulte e minori

Il Centro di Riferimento Regionale per la Violenza e gli Abusi Sessuali su Adulte e Minori (Crrv) presso il Dipartimento Assistenziale Integrato Materno-Infantile (Daimi) dell’Azienda ospedaliera di Careggi ha registrato nel 2020 28 accessi, di cui 25 per violenza sessuale/abuso, che hanno riguardato 19 donne adulte e 6 minori. 

Consultori

Le persone assistite dai Consultori nel 2020 per casi di abuso e maltrattamento sono state 752 su un totale di 3.638 accessi. Le donne rappresentano il 78% del totale: sono, in termini assoluti, 586, di cui 100 minorenni, mentre gli uomini sono 166, il 22%, di cui 85 sotto i 18 anni.  Le 3.638 prestazioni hanno riguardato per il 33,6% del totale casi di mal- trattamento fisico, il 36,2% di maltrattamento psicologico e il 22,4% situazioni di negligenza genitoriale. Per quanto riguarda gli abusi sessuali, questi costituiscono il 7,8% dei maltrattamenti registrati, in aumento costante rispetto agli anni precedenti – erano il 4,9% nel 2018 e il 5,9% nel 2019.

Emergenza Urgenza Sociale

Il servizio di pronto soccorso “sociale”, la cui sperimentazione operativa coinvolge un terzo delle zone distretto toscane ed è attualmente in fase di implementazione, è intervenuto tra il 2018 e il 2020 circa 2.300 volte, di cui oltre 730 nel 2020: 148 sono stati i casi di attivazione per violenza di genere, 120 sono stati quelli legati a episodi di conflittualità familiare, 6 per abusi sessuali.