Firenze, 16 giugno 2020 - Il sindaco di Pisa si smarca dalla Lega e dialoga con l’imam per la realizzazione della moschea a Pisa, l’eurodeputata Susanna Ceccardi e il leader del Carroccio Matteo Salvini lo bacchettano. E’ solo l’ultima puntata di un fuoco amico dentro la Lega e il centrodestra che diventa sempre più acceso e pericoloso in vista del rush finale per la decisione del candidato alle elezioni regionali da opporre a Eugenio Giani.

"Il no di Salvini alla moschea a Pisa è assoluto e netto, che io condivido. Nessuna moschea a Pisa è una promessa che abbiamo fatto agli elettori pisani che ci hanno votato anche per questa nostra posizione chiara" ha detto la leonessa di Cascina. "Il sindaco Conti sa bene la linea che avevamo condiviso. E non è cambiata. Se l’amministrazione leghista di Pisa prenderà in considerazione un luogo alternativo nel Comune, e non credo lo farà, io sono pronta a incatenarmi". A un passo dalla rottura quindi. Ma anche dentro il partito c’è una fronda anti Ceccardi. Sono i "nostalgici" della gestione di Manuel Vescovi, senatore ’defenestrato’ dall’ascesa della Ceccardi, ma anche dentro il centrodestra crescono le perplessità sull’estremismo leghista dell’ex sindaca di Cascina. Di fatto la coalizione è sempre bloccata all’ultimo chilometro.

Non va meglio nel centrosinistra. I rapporti tra Pd e Italia Viva sembrano sempre lì lì per incrinarsi. "Alle prossime elezioni regionali saremo presenti come Italia Viva su tutto il territorio, tanti bravi amministratori e sostenitori si stanno avvicinando al nostro progetto - ha detto il presidente di Iv Ettore Rosato- Con il Pd non c’è alcun canale di dialogo mentre stiamo parlando con i candidati governatori come Giani in Toscana". Bordata di non poco conto. Giorni prima c’era stato l’attacco al Pd ligure che flirta con i 5 Stelle: "Forse lì il Pd vuole che resti in carica Toti".
Anche in Toscana Italia Viva ai ferri corti con i dem. Iv sulla ’lista del presidente’ chiarisce che non gli interessa per niente. Il terreno dello scontro è la prima commissione regionale che vota la cosidetta legge ’Manutenzione’ da portare in aula domani. In discussione anche la norma che abbassa il tetto delle firme per presentare le nuove liste alle elezioni (da seimila a duemila in Toscana. Passa con il voto contrario di Italia Viva. "Il Pd va avanti per contro proprio senza coivolgerci, così non va bene". Replica il capogruppo dem Leonardo Marras: "A livello nazionale Italia Viva è per abbassare il numero di firme, mi sembrava scontato che andasse bene anche in Toscana".