Piscina (immagine di repertorio)
Piscina (immagine di repertorio)

Viareggio, 19 giugno 2021 - «Signora mia, senza cuffia il bambino non può fare il bagno in piscina. Non si transige». Nemmeno se il piccolo in questione, 3 anni, è un autistico grave che come tanti affetti da questa sindrome non tollera cose che gli toccano la testa e le orecchie. La triste storia è avvenuta a Viareggio, che pure si vanta della Bandiera Verde assegnate alle spiagge a misura di bambino: a misura sì, ma non proprio di tutti. Una mamma milanese, arrivata allo stabilimento balneare convenzionato con l’hotel in cui alloggia col figlio e la nonna, non è riuscita a far comprendere le ragioni del bambino: «Mio figlio ha un grave disturbo dello spettro autistico e non riusciamo a fargli indossare la cuff\ia. Però starebbe continuamente nell’acqua, gli piace immensamente bagnarsi e vediamo che questo gli fa proprio bene. Il gestore del bagno però non ha inteso ragioni». Paradossalmente, ha ragione anche lui: dal 2017 chi viola l’obbligo della cuffia rischia fino alla sospensione dell’autorizzazione dell’attività.

L’Asl, interpellata, ha confermato l’inderogabilità della norma: salvo il consiglio, a chi viaggia, di portare con sé un certificato medico che attesti l’impossibilità di indossare la cuffia. Eppure non è così difficile percepire la peculiarità comportamentale di un soggetto autistico grave: la legge è legge, soprattutto verso i soggetti deboli, ma la vicenda puzza di diritti negati. La mamma turista, che è venuta a Viareggio perché il mare aiuta molto il suo bambino, ha sbattuto una volta di più contro l’incomprensione ancora troppo diffusa tra le persone. Ma, abituata alle difficoltà di crescere un bambino che ha i suoi bisogni, non s’è scoraggiata e alla Terrazza della Repubblica, tra la famosa Passeggiata a mare e Lido di Camaiore, ha trovato il gestore di un altro stabilimento balneare con piscina che non ha sollevato problemi. E finalmente il piccolo milanese è tornato a divertirsi nell’acqua.

b.n.