Cause del crollo nel cantiere a Firenze, le indagini sul disastro: ipotesi trave montata male

I fronti dell’inchiesta: la procura vuole fare luce sulla progettazione e sull’utilizzo della manovalanza. La ditta appaltatrice e la committente sono le stesse dell’incidente che un anno fa a Genova provocò 3 feriti

Firenze, 18 febbraio 2024 – Un errore nel posizionamento della trave, alla base del disastro. Ma anche un sottobosco di manovalanza dentro quel cantiere dove si alternavano oltre sessanta imprese.

L’inchiesta della procura sulla strage di Firenze viaggia su più fronti. Il principale, e il più complesso, è quello che riguarda il crollo della traversa di cemento armato, avvenuto alle 8.52 di venerdì mattina, che ha ucciso cinque persone. Ma con il passare delle ore, e l’acquisizione di testimonianze e immagini di varie telecamere, prende corpo anche l’ipotesi che qualcuno, presente nell’area di via Mariti al momento del crollo, abbia preferito allontanarsi anziché venire identificato.

Gli inquirenti, guidati dal procuratore capo Filippo Spiezia, stanno accertando le posizioni, non soltanto lavorative, dei nordafricani estratti morti dalle macerie. Non ha trovato nessuna conferma la voce di posizioni irregolari sul territorio italiano di due di loro. Ispettori della Asl e agenti della polizia municipale, delegati agli accertamenti dal sostituto procuratore Francesco Sottosanti, stanno però acquisendo documenti e contratti, anche per inquadrare le tante posizioni lavorative dei presenti sul foglio di cantiere. Secondo la Cgil, gli operai nordafricani – che si sarebbero trovati a un livello inferiore rispetto al crollo della trave e del solaio – sarebbero stati inquadrati con contratti da metalmeccanici. Per questo, sono in corso verifiche sulle loro mansioni.

Ma questi aspetti non distolgono dal nocciolo del fascicolo per omicidio colposo plurimo e crollo colposo.

È un’indagine molto tecnica, per cui la procura è altamente probabile che si avvalga di un consulente. Ma un errore umano prende sempre più consistenza. La trave, lunga circa 15 metri e pesante oltre cinquemila chili, è un manufatto che è arrivato al cantiere della nuova Esselunga già confezionato. Prima domanda: era di una qualità adeguata? Su questo punto, è al lavoro la polizia scientifica, che si sta muovendo con la propria attività mentre sono ancora in corso complicatissime operazioni di recupero dell’ultimo disperso. Sotto la lente d’ingrandimento dei pm anche la progettazione o le operazioni di montaggio della trave.

Il sostegno ha ceduto mentre gli operai stavano facendo la gettata di cemento sul solaio, posto a un terzo livello della costruzione in corso. Potrebbe essere slittata con l’aggiunta del carico, e se fosse avvenuto ciò, quella trave non era posizionata nella maniera corretta. Poi c’è da verificare cosa sia accaduto al dente in cemento armato su cui poggiava la trave: anch’esso si è sbriciolato, lasciando sulla parete del parallelepipedo che dovrà contenere il supermercato dell’Esselunga un segno visibile anche ai profani.

Tra le migliaia di carte già acquisite dai pm, c’è anche l’elenco delle ditte autorizzate dalla Asl ad accedere al cantiere di via Mariti. Sono una sessantina, oltre all’appaltante, la Villata spa. La Villata è la società partecipata al 100% da Esselunga. Anche per altri supermercati si è appoggiata alla stessa impresa costruttrice, la Aep (Attività Edilizie Pavesi) di Pieve del Cairo. Il 10 febbraio 2023, durante la costruzione di un punto vendita a Genova, tre operai erano rimasti feriti a causa del cedimento di una rampa del parcheggio, seguito, dopo alcune settimane, dal crollo di una cancellata.

In quelle occasioni non ci furono vittime ma feriti, di cui uno molto grave. La Asl genovese fece sequestrare l’area e la procura del capoluogo ligure aprì un fascicolo mettendo sotto la lente la ditta esecutrice dei lavori e quella che avrebbe dovuto effettuare i controlli sulla sicurezza. Dopo il dissequestro il cantiere è ripartito.