Firenze, 11 aprile 2021 -  Basta uno sguardo alla mappa del contagio in Toscana per rendersi conto che le zone dove il virus si diffonde maggiormente sono quelle dove si concentrano le grandi aziende e gli insediamenti industriali. I puntini rossi macchiano la valle dell’Arno, la Piana fiorentina, il Pratese, la Valdera e la Valdelsa. L’Asl Toscana centro ha messo in campo gli ispettori: quando vengono rilevati almeno due positivi scattano i controlli nelle aziende per verificare il rispetto dei protocolli anticontagio. Una misura che ha modificato il tracciamento: nell’indagine epidemiologica ai positivi viene richiesto anche il luogo di lavoro, come spiega il direttore del dipartimento di Prevenzione Renzo Berti.

Serve di più di una rappresentazione grafica per sostenere che il contagio in questo momento è diffuso maggiormente sui luoghi di lavoro e in casa? I numeri. Se dagli studi internazionali emerge che al supermercato abbiamo l’1% di possibilità di infettarci e in ufficio si sale all’8%, rispettando le distanze, indossando le mascherine in modo corretto, aerando i locali e sanificando, si può immaginare quanto facilmente la percentuale possa salire negli ambienti dove queste regole non vengono rispettate con rigore. O dove non è possibile farlo. Tutti i virus si muovono con noi e si diffondono nelle aree più densamente abitate e degli insediamenti industriali. E’ sempre stato così. Lo fu anche nel 2014 con il cluster epidemico di meningococco C.

Vediamo la differenza tra le zone di Firenze Nord Ovest e Firenze centro. Nel distretto sociosanitario che comprende Calenzano, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Scandicci, Signa e Lastra a Signa (con 208mila abitanti) dove sono condensati gli stabilimenti produttivi delle aziende, negli ultimi sette giorni sono stati registrati 665 nuovi casi con un tasso d’incidenza 320 su 100mila abitanti.

A Firenze centro il tasso è fermo a 230 con 843 nuovi positivi nell’ultima settimana su 367mila residenti. Comprensibile che le categorie commerciali siano saltate su tutte le furie per la zona rossa prorogata fino a sabato alle 14. Già che il sistema produttivo, le grandi aziende anche in zona rossa continuano la loro attività mentre parrucchieri ed estetisti si fermano, i negozi chiudono, i bar e i ristoranti sono limitati all’asporto. Ma guardiamo ancora numeri e luoghi: Empolese-Valdelsa-Valdarno inferiore, con il comprensorio del Cuoio, il tasso è a 308, nell’Alta Valdelsa con Poggibonsi, Colle e San Gimignano 287 come nel Pratese dove si concentra l’industria dell’abbigliamento. Gli industriali sostengono che le regole sono rispettate, ben vengano i controlli a verificarlo.