Isola del Giglio (Grosseto), 14 gennaio 2022 - La Concordia non si dimentica. Non l’ha dimenticata chi quella notte riuscì a salvarsi e a toccare la terra ferma nonostante la scellerata manovra del comandante Schettino. Non l’ha dimenticata nemmeno l’Isola del Giglio. Il suono delle sirene delle barche nel porto all’ora esatta della collisione della nave sulle Scole (alle 21’45 e 7’’) chiude di fatto dieci anni di racconti, processi, leggende e bugie. Un silenzio triste ha accompagnato i gigliesi, tra cui si erano mischiati anche molti naufraghi, al molo Rosso. Proprio accanto a dove è stata posta la stele dove è incisa la preghiera del marinaio. Prima del suono delle sirene, il momento clou, nell’attimo esattoin cui, 10 anni fa, furono condannate a morte 32 persone, c’è stata anche una preghiera collettiva.

Sergio Ortelli, il sindaco, ha detto che è stata l’ultima celebrazione pubblica. "Questa è stata l’ultima celebrazione perché non vogliamo dimenticare ma vogliamo rispettare le 32 vittime" ha detto. Ma il disastro è stato anche altro. "Ci ha insegnato che si possono commettere errori tragici e anche sistemici, perché ritengo che c’è un responsabile penale ma ci sono anche altri responsabili di questa tragedia" ha aggiunto Franco Gabrielli, oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio, al tempo dell’incidente a capo della Protezione civile. "Ma quei trentadue morti vanno onorati", ha aggiunto Gabrielli. La Concordia però è anche Francesco Schettino. "Fu un atto scellerato, incompatibile con la sicurezza. Se io punto con la nave a 16-17 nodi a 300 metri dalla costa non sto facendo un inchino ma un atto scellerato", ha detto Gregorio De Falco, anche lui al Giglio. "Tornare qui significa per me riabbracciare idealmente le vittime – ha aggiunto –. Abbiamo registrato gesti di solidarietà enormi, sia della comunità gigliese sia dell’equipaggio della nave".

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Ci ha pensato Francesco Verusio a chiudere la faccenda. L’ex procuratore capo di Grosseto ha partecipato alla messa con il pool che coordinò l’inchiesta. "Il processo? Ce la siamo giocata bene. Schettino? E’ un personaggio strano – ha detto Verusio – e ci ha fatto perdere un anno e mezzo di tempo per un processo che tutti sapevano come sarebbe andato a finire. Ha fatto sprecare anche un sacco di soldi allo Stato che ha dovuto affittare un teatro per due anni". Verusio, insieme a Giovanni Leopizzi e Maria Navarro, era anche lui al Giglio. "Ancora non riesco a capire come Schettino non trovi il coraggio di dire che aveva perso la testa - ha aggiunto Verusio - È umano dire che è stata fatta una sciocchezza e chiedere scusa per aver provocato la morte di 32 persone. Penso sia arrivato il momento di dire queste cose".