Corsia d'ospedale
Corsia d'ospedale

Firenze, 22 febbraio 2020 – Nessuna dichiarazione da parte dei medici. Oggi pomeriggio abbiamo fatto tappa all’ospedale di Santa Maria Nuova, dove la situazione nonostante sia tranquilla, la tensione però si respira soprattutto in alcuni pazienti e tra chi frequenta l'ospedale.

“Sono qui per una medicazione – spiega la signora A. – e certo una sensazione di paura c’è, è inutile negarlo, ma avevo fissato quest’appuntamento due settimane fa e non potevo rimandarlo. Ci sono molti turisti, è difficile individuare con precisione da dove vengono e con chi hanno avuto contatto, dobbiamo sperare che tutto vada bene”.  “Sento quello che dicono iornali e televisioni – racconta una ragazza – cerco di essere obiettiva, anche se l’allarme è alto. Sono qui a Firenze per pochi giorni e sono venuta a trovare un’amica che è ricoverata qui. Certo, la situazione desta molto preoccupazione, ma comunque credo che farsi prendere dal panico sia peggio, non si risolve così la situazione. Ho appena parlato con la mia amica, ho detto anche a lei di stare tranquilla, di non farsi prendere dal panico. Bisogna avere la massima fiducia nei sanitari”.

Intanto è arrivato il commento sulla diffusione del contagio da Coronavirus da parte del noto geologo e conduttore televisivo Mario Tozzi, a margine del suo intervento a tourismA, la manifestazione di archeologia e turismo culturale in corso a Firenze. "Non possiamo pensare di non essere toccati dai batteri perché li abbiamo sconfitti, non è così. Non ci rendiamo conto che i veri dominatori del pianeta sono loro". "I batteri - ha aggiunto Mario Tozzi - sono le prime forme di vita: esistevano già tre miliardi e mezzo di anni fa e pur essendo molto semplici si replicano in maniera molto efficiente trovando sempre nuove strategie. Ed è difficile distinguere i buoni e cattivi, te li devi tenere tutti e conviverci cronicizzandoli come è successo col retrovirus hiv. Il coronavirus fa molta paura perché la società è molto globalizzata, viaggia molto. Il contagio è molto elevato ma la mortalità bassa per adesso, sotto il 5%. Il virus non vuole uccidere ma solo tenersi in vita e replicarsi quante più volte possibile, esattamente come noi umani”. “Il cambiamento climatico - ha concluso il geologo - è legato ai microrganismi e il fatto che i sapiens allevino animali, ovvero che vivano in grandi città in massa con gli allevamenti vicini, incide. E' un po' il veicolo della città che rende questo contagio molto rapido".

 

Maurizio Costanzo