Enrico Rossi e il console cinese Wang Wengang (New Press Photo)
Enrico Rossi e il console cinese Wang Wengang (New Press Photo)

Firenze, 15 febbraio 2020 - «Stanno tornando, o dovrebbero tornare» in questi giorni «dalla Cina 2.500 cinesi che erano andati a festeggiare il loro Capodanno in patria. La maggior parte proviene dalla provincia Zhejiang, quarta regione cinese per numero di casi accertati» del coronavirus.

Lo ha detto il presidente della Toscana, Enrico Rossi, presentando un ambulatorio a Osmannoro (Firenze) dedicato proprio a chi sta rientrando dalla Cina adesso. In particolare, è stato spiegato, secondo le stime si tratta di circa 2.000 persone abitanti a Prato e 500 a Firenze. Rossi ha anche detto che nella provincia cinese di Zhejiang risultano ufficialmente «1.162 casi di contagio ad oggi, con zero deceduti, mentre nella provincia di Wuhan i casi sono 54.400 e i morti oltre 1.400».

"Al momento non c'è nessun allarme, nessun caso di nuovo coronavirus tra persone di ritorno dalla Cina. Quindi, certo, dobbiamo alzare il livello di attenzione e di prevenzione, ma prima di tutto combattere la paura, l'ignoranza, il pregiudizio, i fenomeni di razzismo". ha detto Enrico Rossi. 

"Qui da noi allo stato attuale il vero problema è la normale influenza, non il coronavirus - ha voluto chiarire subito il presidente Rossi - La mortalità della normale influenza stagionale è superiore, neanche paragonabile a quella causata in Cina dal coronavirus. Quindi rinnovo, ormai per l'anno prossimo, l'appello a vaccinarsi contro l'influenza normale, che ogni anno miete migliaia di vittime".

E sono 370 circa i bambini, tra Prato e Firenze, rientrati dalla Cina dal diffondersi del coronavirus, per i quali i genitori hanno aderito alla "permanenza volontaria" a casa; i bambini sono monitorati dalla Asl insieme ai loro familiari, un totale di circa 1.200 persone, tra i quali non e' stato registrato nessun caso positivo. Lo hanno reso noto i responsabili della Asl a margine della firma del protocollo per l'apertura dell'ambulatorio. In particolare si tratta di circa 270 bambini nella provincia di Prato, e un centinaio fra Firenze ed Empoli.