Maurizio Costanzo
Cronaca

3 maggio 1991, nasce Carlo Acutis: il primo “santo” dei millennials. Oggi avrebbe 33 anni

È morto a soli 15 anni per una leucemia fulminante. La Chiesa lo ha riconosciuto beato e modello di fede cristiana, esempio di santità dell’era digitale

Carlo Acutis (foto Ansa)

Carlo Acutis (foto Ansa)

Firenze, 3 maggio 2024 – Giocava a pallone, faceva trekking in montagna, indossava felpe e jeans, suonava il sassofono e andava in pizzeria con gli amici. Ma chi si avvicinava a Carlo Acutis rimaneva contagiato dalla sua forza, dalla sua fede, dalla gioia per la vita. Andava a messa tutti i giorni, intanto 'smanettava' al computer creando siti che parlavano di miracoli eucaristici e sostanzialmente della gioia della fede. La mamma, Antonia Salzano, ha raccontato che il figlio giocava a fare lo scienziato informatico, realizzava i video e i montaggi con la sua telecamera e confezionava riviste online. Via via ha cominciato a studiare sui manuali specializzati, quelli in uso nelle facoltà di ingegneria informatica. E in questo modo, da autodidatta, è diventato un programmatore sempre più esperto. Papa Francesco è rimasto incantato da questo giovane che ha "saputo utilizzare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, valori e bellezza". Carlo Acutis è il primo 'santo' dei millenials, quelli che sono cresciuti a pane e internet. E per questo in molti già lo considerano il patrono del web. Oggi ricorre l’anniversario della nascita di Carlo, riconosciuto dalla Chiesa, nonostante la sua breve esistenza, come modello di vita e di fede cristiana.

Lo studente milanese, nato il 3 maggio del 1991, oggi avrebbe compiuto 33 anni. È morto quando ne aveva appena 15, il 12 ottobre del 2006 all'ospedale San Gerardo di Monza, dopo appena tre giorni di sofferenza per una leucemia fulminante. Papa Francesco, nell'esortazione apostolica "Christus vivit", lo ha proposto ai giovani come esempio di santità dell'era digitale. Con un permesso speciale fece la prima comunione a sette anni, definiva l'eucarestia "la mia autostrada per il Cielo". Viveva in tutto la vita normale di un adolescente ma aiutava i poveri e andava ogni giorno a messa, con particolare devozione alla Madonna e a San Francesco. La sua passione per l'informatica gli serviva a testimoniare la fede realizzando siti web e una mostra sui miracoli eucaristici nel mondo, ospitata in tutto il mondo in centinaia di parrocchie e in santuari mariani come Fatima, Lourdes e Guadalupe. È conosciuto in tutto in tutto il mondo come "il santo di internet", e la madre ha spiegato il perchè nel libro "Il segreto di mio figlio. Perché Carlo Acutis è considerato un santo" di Antonia Salzano Acutis con Paolo Rodari. "In tanti mi chiedono quale sia il segreto nascosto dietro la figura di mio figlio Carlo, che in pochi anni ha saputo conquistare l'amicizia e l'affetto di una moltitudine di persone che nella preghiera chiedono la sua intercessione – spiega mamma Antonia -. Perché un semplice ragazzino, morto a quindici anni, è invocato in tutto il mondo? Perché la Chiesa lo ha proclamato beato? Quale, insomma, il 'mistero di luce' che lo accompagna?".

Carlo Acutis, pur giovanissimo, si spogliò di quella tendenza così comune di mettere il nostro io come misura di tutte le cose e al centro di tutte le cose, dimenticando che esse sono un dono, da accogliere con gratitudine e condividere con amore. "Tanti hanno voluto raccontare Carlo, ma non è semplice riuscire a cogliere l'individualità di una persona se non si è entrati in relazione diretta con lui - prosegue Antonia Salzano Acutis -. Se è vero che “l'essenziale è invisibile agli occhi e non si vede bene che con il cuore”, come madre di Carlo ho voluto provare a scrivere un libro con il cuore, per aiutare i suoi tanti devoti a conoscerlo e ad amarlo. Un fortissimo e innato senso religioso portava mio figlio ad aprirsi agli altri, in particolare agli ultimi, ai poveri e ai deboli". "Carlo ha vissuto sempre proteso verso Dio - aggiunge -. Diceva che “la conversione è un processo di sottrazione: meno io per lasciare spazio a Dio”. Come un faro in una notte buia, ha squarciato e illuminato le tenebre che mi tenevano prigioniera e mi ha indicato un cammino in chiave di eternità. L'Infinito era la sua meta, non il finito. Gesù era il centro della sua vita. Antonia Salzano Acutis sposata con Andrea, ha due figli nati dopo la scomparsa di Carlo. Studiosa di teologia, grazie al figlio si è riaccostata alla fede.

La memoria liturgica del beato Carlo Acutis viene celebrata ogni anno il 12 ottobre, giorno della sua morte. Carlo è stato sepolto, secondo il suo desiderio, nel cimitero di Assisi, per poi essere traslato nel Santuario della Spogliazione il 6 aprile 2019. «Tutti nasciamo come degli originali, ma molti di noi muoiono come fotocopie». Questa è una delle celebri frasi coniate dal beato, che ci insegna e sprona a vivere da originali, ciascuno amato da Dio nella propria unicità. Il suo corpo è esposto in una teca, e con la sua tuta da ginnastica, sembra solo dormire.