Simone Gheri direttore di Anci Toscana
Simone Gheri direttore di Anci Toscana

Firenze, 1 aprile 2020 - E’ partita la complessa macchina organizzativa per distribuire al più presto possibile i contributi statali tramite i Comuni a chi, vittime dello ’tsunami’ virus, ha perso il lavoro, non ha attualmente reddito o dispone di entrate limitate in famiglia. Anci Toscana ha elaborato le linee guida per le amministrazioni comunali sull’erogazione dei contributi alimentari: una misura emergenziale prevista dall’ordinanza 658 della Protezione Civile, per far fronte alle necessità più impellenti. Finalità semplice e chiara: garantire la spesa a tutti. Alla Toscana sono stati assegnati 21,4 milioni dei 400 complessivi stanziati dal governo.
"Dobbiamo parlarci chiaro: questa è una fase emergenziale mai vissuta, dobbiamo aiutare tutte le persone a sbarcare il lunario" sottolinea Simone Gheri, direttore toscano dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, ex sindaco di Scandicci, grande comune alle porte di Firenze.
Gheri, l’obiettivo è non lasciare nessuno indietro specialmente per i bisogni primari.
"Certo, è proprio così. Dobbiamo dare sostegno concreto attraverso le amministrazioni comunali che hanno il polso del territorio a chi adesso, da un giorno all’altro si è trovato stravolto: senza soldi sicuri perché il lavoro che faceva non gli permette più entrate oppure quello che avrebbe fatto non c’è più".
Qualche esempio.
"Il commesso o l’operaio stagionale, il barista dipendente licenziato, chi è stato assunto da meno di sei mesi e non può godere di ammortizzatori sociali e ancora una guida turistica, una persona che faceva le pulizie nelle case o chi lavorava in una sorta di sommerso cancellato dal coronavirus".
Ci sarà tempo per verificare se tutti quelli che chiedono il contributo alimentare ne hanno davvero diritto?
"Le amministrazioni comunali faranno dei controlli a campione immagino, del resto l’ordinanza della Protezione civile è molto larga".
Ci potrebbero essere anche in questo caso dei furbetti.
"Auspichiamo che prevalga il senso civico, il senso di sentirsi tutti sulla stessa barca, di condividere il momento di difficoltà e di non approfittarsi delle disponibilità pubbliche. Confidiamo che tutti dicano la verità quando presenteranno l’autodichiarazione per la richiesta del contributo".
Le vittime economiche del coronavirus vengono prima di tutte quindi.
"Sì, vengono prima di coloro che godono di pensioni, di cassa integrazione, di reddito di cittadinanza".
Quali indicazioni avete dato ai comuni toscani?
"La macchina non è facile da far partire, ma molte amministrazioni anche grazie al nostro sostegno, sono già in moto. E i primi voucher già assegnati".
Quando pensa che il sistema contributi vada a regime?
"Bisogna fare presto, confido che nell’arco di questa settimana tutto sia pronto".
Concretamente il cittadino bisognoso cosa deve fare?
"Anci ha dato delle indicazioni come il modello di autodichiarazione e come linee guida, poi ogni Comune si può muovere autonomamente".
Fondamentale «parlarsi».
"Il cittadino può presentare l’autodichiarazione via mail al Comune oppure contattare l’amministrazione se mette a disposizione numeri telefonici. O possono essere allestite, con le accortezze, sportelli ad hoc nei locali comunali o personale comunale o volontari possono raggiungere famiglie a casa".
Buoni spesa o pacchi alimentari?
"I sindaci possono scegliere. Secondo me la migliore formula è il pacco alimentare appoggiandosi al terzo settore oppure i voucher che possono essere spesi anche nei negozi".
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