Gaza, la Nave Vulcano con i bambini feriti in arrivo a La Spezia

Sull’unità di supporto logistico della Marina militare stanno arrivando nel nostro Paese per essere sottoposti a interventi e terapie: gli ospedali, Meyer in testa, in prima fila

Nave Vulcano, l’inaugurazione è avvenuta al cantiere Muggiano alla Spezia
Nave Vulcano, l’inaugurazione è avvenuta al cantiere Muggiano alla Spezia

La Spezia, 3 febbraio 2024 – Hanno vissuto l’inferno dei bombardamenti, hanno gli occhi gonfi di paura e, addosso, portano i segni indelebili di un conflitto che non sta risparmiando neppure loro. Su Nave Vulcano hanno trovato divise amiche e una speranza, quella di cure mediche salvavita e di un futuro migliore. Sono i bambini di Gaza che, soccorsi dai medici dell’ospedale allestito dalla Difesa sull’unità di supporto logistico della Marina militare, stanno arrivando in Italia per essere sottoposti a interventi e terapie, grazie ai corridoi umanitari organizzati dal Governo.

L’arrivo è atteso all’alba di lunedì, al molo Garibaldi del porto della Spezia, con i bambini che saranno trasferiti già nel corso della stessa mattinata negli ospedali che hanno dato la propria disponibilità: il Gaslini di Genova, il Meyer di Firenze, i nosocomi Pini e Buzzi di Milano, e l’istituto Rizzoli di Bologna.

Nel levante ligure arriveranno una ventina di minori che necessitano di ricovero ospedaliero, accompagnati da genitori e parenti. Una sessantina, complessivamente, i palestinesi a bordo. Da ieri mattina, invece, è partita la task force che si occuperà della prima accoglienza, coordinata dal gruppo di lavoro interministeriale e diretta sul campo dalla Prefettura della Spezia in collaborazione con Regione Liguria. Sul molo messo a disposizione dal terminal Lsct, la Polizia si occuperà dello sbarco e delle questioni burocratiche – sarà concesso un visto di novanta giorni, con le famiglie che già all’arrivo potranno formalizzare la richiesta di asilo – mentre la Croce Rossa e le associazioni locali del terzo settore si faranno carico dell’accoglienza e del trasporto dei feriti e degli accompagnatori negli ospedali. Un modello che ha dimostrato di funzionare bene nel recente passato, quando La Spezia ha accolto per tre volte in pochi mesi i profughi salvati nel Mediterraneo dalla Geo Barents. "Un’operazione umanitaria di cui andare fieri – afferma il Prefetto della Spezia, Maria Luisa Inversini –. Ringrazio l’Autorità portuale e Lsct che ha messo a disposizione la banchina".

L’arrivo nel porto ligure segna la fine della missione di Nave Vulcano, che per oltre due mesi è stata ormeggiata nel porto egiziano di Al Arish, accogliendo e curando bambini palestinesi feriti e in fuga dalla striscia di Gaza. Nell’ospedale galleggiante ormeggiato nello scalo situato nel nord della penisola del Sinai, sono state oltre 80 le persone assistite e curate dall’equipe medica: in prima linea non solo medici militari, ma anche professionisti messi a disposizione dai principali ospedali pediatrici italiani, dalla Fondazione Francesca Rava, e un’equipe di medici inviati dal Qatar. L’impegno umanitario non si esaurirà lunedì – la prossima settimana il Governo potrebbe garantire un secondo ponte aereo con Il Cairo e Al Arish per portare in Italia altri bambini palestinesi feriti –, mentre è destinato a durare a lungo l’impegno italiano in Medio Oriente: pochi giorni fa, proprio dalla Base navale della Spezia, è partito il Caio Duilio, cacciatorpediniere lanciamissili che sarà impegnato nel Mar Rosso per difendere i traffici marittimi dagli attacchi delle milizie Houthi.