Livorno, 8 giugno 2021 - E’ la strada statale numero uno. Mito e leggenda di camionisti. Dal passo del Bracco a Calafuria, dalle Forbici al Tripesce, dal Ponte di Marmo a Giuncarico, da Fonteblanda a Capalbio, nomi che da soli evocano viaggi epici sotto il sole infuocato, con il parabrezza impastato di salmastro e il profumo del grano e di papaveri. La statale Aurelia attraversa tutta la costa toscana, 275 chilometri di bellezza assoluta, tra mare e terra, con uno sguardo alle isole dell’Arcipelago.

Ma mentre la zona nord è affiancata dall’autostrada A12 che permette di viaggiare velocemente e al sicuro, da Cecina nord fino a Pescia Fiorentina c’è il casello, ma non c’è l’autostrada. Sono stati realizzati solo 3 chilometri e seicento metri in tredici anni. E per quel piccolo tratto si paga un pedaggio salato, 70 centesimi.

Così, senza la prosecuzione dell’autostrada, l’Aurelia è chiamata a svolgere da sola il compito che gli fu affidato dal console romano Gaio Aurelio Cotta nel 241 avanti Cristo. Un tracciato rimasto praticamente immutato, tanto è vero che anche oggi un livornese, senza mai cambiare strada, può arrivare in piazza San Pietro a Roma, se punta l’auto verso sud, e a Genova, Ventimiglia, Nizza, Antibes, Aix en Provence, Arles, se punta verso nord.

Il problema è che secoli di storia e di bellezza non bastano più. O meglio, un conto è una strada panoramica che rappresenta un monumento nazionale, un altro è una veloce e sicura arteria di scorrimento per i flussi turistici e le attività produttive.

Per questo era nata la Società Autostrada Tirrenica, che fin dal 1969 doveva realizzare una moderna infrastruttura completando la rete nazionale. Progetti rimasti nel cassetto e abbandonati all’epoca della crisi energetica del 1973 quando il governo congelò la costruzione di tutte le autostrade. Negli anni ’80 si riuscì a far partire i cantieri della ’Variante Aurelia’, una superstrada a 4 corsie parallela alla vecchia statale. Ma dopo 25 anni e passa di lavori, la ’Variante’ è arrivata da Cecina a Grosseto. Cento chilometri di superstrada.

La zona sud della Toscana invece è sempre alle prese con la vecchia statale, gli incroci a raso e le lunghe code nei fine settimana estivi. Il piano del project financing varato nel 2009 dall’allora ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, non è decollato. In due anni sono stati aperti soli 3 chilometri e seicento metri di supestrada trasfomati in autostrada, per i quali peraltro si paga un salatissimo pedaggio di 70 centesimi.

«C’è un contenzioso da risolvere per la concessione tra Sat e Stato – spiega la presidente della commissione infrastrutture della Camera Raffaella Paita – entro breve tempo dovrebbe essere risolto e c’è già l’accordo di tutte le forze di maggioranza per nominare, un minuto dopo, il commissario che agisca con procedure d’urgenza, tipo ponte Morandi a Genova, per completare il corridoio tirrenico". Il progetto prevede la messa in sicurezza della strada realizzando una quattro corsie completa fino al confine sud della Regione".

Ma intanto i problemi restano e a parte il tratto sulla scogliera del Romito vicino Livorno, anche il resto della superstrada ha bisogno di interventi per eliminare buche, avvallamenti e ripristinare pezzi di new jersey e guard rail consumati.

«Da parte nostra – afferma il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti – restiamo contrari a ogni ipotesi di autostrada. Siamo favorevoli all’adeguamento dell’Aurelia e aspettiamo il progetto per poterlo studiare e condividere con i cittadini. Aspettiamo che il governo riallacci il rapporto con il territorio e si riprenda a parlare di questo argomento, ma la posizione ingombrante di Sat blocca tutto. Ed è il motivo di questi ritardi. Di fatto, questa situazione ha impedito un nuovo commissariamento, come avvenuto in altri contesti". Intanto, nell’estate 2021, affrontare l’Aurelia è sempre un’avventura. (2 - continua)