Maurizio Costanzo
Cronaca

7 gennaio 2015, il giorno del terrore a Parigi: attacco a Charlie Hebdo

Dopo quei fatti di sangue partì una campagna per istituire il 7 gennaio come Giornata della satira

Charlie Hebdo (foto Ansa)

Charlie Hebdo (foto Ansa)

Firenze, 7 gennaio 2024 – Era il 7 gennaio del 2015 quando due terroristi islamici aprirono il fuoco uccidendo dodici persone dopo aver fatto irruzione nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a qualche centinaio di metri dalla Bastiglia. La Francia, così come il resto dell’Europa e del mondo, fu sconvolta da quel fatto di sangue che attaccava al cuore la democrazia colpendo la libertà di stampa e di satira. Dopo i fatti di Parigi è partita una campagna per istituire il 7 gennaio come Giornata della satira e tante persone note hanno subito firmato la petizione nata spontaneamente. Per i promotori del 7 gennaio Giornata Internazionale della Satira, "una giornata è un modo per ricordare tutti coloro che hanno difeso e si trovano a difendere al prezzo più alto, la vita, uno dei diritti fondamentali e irrinunciabili dell'Uomo: la libertà di esprimersi e di dissentire pacificamente. A tutti loro vogliamo dedicare la nostra libertà di espressione attraverso la satira, la caricatura e lo sberleffo, le forme più antiche e pacifiche di libertà di opinione". Dissero i promotori della raccolta firme, che era un modo per “fare nostre le parole pronunciate solo il 6 gennaio 2015 da Charb: Se iniziamo a porci la domanda se abbiamo o meno il diritto di disegnare Maometto, se sia pericoloso o meno farlo, la domanda successiva sarà, possiamo rappresentare dei musulmani nel giornale? E poi sarà se possiamo rappresentare degli esseri umani nel giornale, e alla fine non rappresenteremo più nulla e il gruppo di estremisti che si agitano nel mondo e in Francia avrà vinto". Nasce oggi Giuliano Ferrara nato il 7 gennaio del 1952 a Roma. Oggi il noto giornalista e conduttore televisivo compie 72 anni. Ha detto: “L’uomo comune italiano, da sempre estraneo alle sofisticazioni di poteri e contropoteri, ragiona così: è uno tosto, ha coraggio, fa un uso accorto e qualche volta furbastro della giovinezza, ha rotto gli schemi di una sinistra infelice e incapace, con i suoi competitori della destra ha un rapporto sano, vuole emulare il meglio che è in loro e sconfiggere quanto hanno di alternativo alla sua visione del Paese, viene da una tradizione moderata, cattolica, e risente dell’influenza travolgente del berlusconismo, della comunicazione e informazione televisiva, dell’uso non legnoso della lingua in politica, di una cultura non imbacuccata nell’omaggio alle vecchie ideologie, per quanto ormai da tutti dissimulato in altro”.