Alluvione di Albinia, assolto l’operaio della Costrade

Nel crollo del ponte di Sant'Andrea a Marsiliana (Grosseto) la sera del 12 novembre del 2012, morirono tre dipendenti Enel

L'esterno del Palazzo di giustizia di Firenze

L'esterno del Palazzo di giustizia di Firenze

Firenze, 3 luglio 2024 – I giudici della Corte di appello di Firenze hanno in parte riformato la sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Grosseto per il crollo del ponte di Sant'Andrea a Marsiliana (Grosseto) in cui, la sera del 12 novembre del 2012, giorno dell'alluvione di Albinia, morirono tre dipendenti dell'Enel che stavano rientrando da una trasferta a Roma. I giudici hanno assolto Gian Paolo Conti, 52 anni, operaio della Costrade, società che aveva in appalto la manutenzione e la segnaletica delle strade provinciali, e hanno ridotto la pena inflitta a Umberto Tozzini, 72 anni, ex funzionario del settore viabilità della Provincia: da due anni a un anno e mezzo. I due erano entrambi imputati di omicidio colposo.

Sono state inoltre confermate dalla corte d'appello, le assoluzioni di Massimo Luschi e Renzo Ricciardi, all'epoca dirigenti della Provincia di Grosseto, entrambi imputati di omicidio colposo e anche di disastro colposo. Era la sera del 12 novembre del 2012 quando la Fiat Punto, con a bordo Paolo Bardelloni, 59 anni, Maurizio Stella di 47 e Antonella Vanni di 48, fu trascinata via dalla piena dopo che la loro auto era precipitata nel fiume in piena per la voragine che si era creata sul ponte di Sant'Andrea, in località Marsiliana, nel territorio di Manciano, che stavano percorrendo di ritorno da Roma. La procura aveva chiesto per ben due volte l'archiviazione del procedimento. Il processo per i tre morti iniziò per ordine del giudice delle indagini preliminari.