Maurizio Costanzo
Cronaca

8 febbraio 1828, nasceva Verne. Ma cosa esiste davvero 20mila leghe sotto i mari?

Per quanto gli animali degli abissi siano ancora misteriosi, gli scienziati hanno fatto scoperte incredibili: dai pesci dalla ‘supervista’ agli organismi più temuti

Jules Verne e gli abissi

Jules Verne e gli abissi

Firenze, 8 febbraio 2023 - L'8 febbraio del 1828 nasceva a Nantes, sulla Loira, lo scrittore visionario Jules Verne che inaugurò il genere fantastico. Ebbe il merito di raccontare nei suoi romanzi d’avventura – dal Giro del mondo in 80 giorni a L’isola misteriosa - i due grandi sogni del XIX secolo: il progresso tecnologico, da cui era affascinato, e l’esplorazione del mondo. Nel suo famosissimo ‘Ventimila leghe sotto i mari’ il capitano Nemo guidava il mitico e avveniristico sottomarino Nautilus, portando i lettori alla scoperta delle profondità degli abissi. Cosa lo aveva ispirato a raccontare queste storie? Si racconta che fin da piccolo era appassionato del mare, tanto che a undici anni, almeno secondo una leggenda, scappò di casa deciso ad arruolarsi come mozzo sulla nave mercantile Coralie che stava per partire per l’India, ma il padre lo fece scendere poco prima che questa salpasse. Di certo a destare la sua curiosità furono le storie che sentì raccontare a scuola dalla sua maestra, che era moglie di un marinaio. Ma essendo figlio di un notaio, abitava in quartiere della città molto esclusivo, dove i palazzi più lussuosi erano di proprietà di ricchi armatori di navi, cui sentì raccontare mille avventure. Dal romanzo alla realtà: cosa nascondono le profondità degli abissi?

Negli abissi degli oceani c’è più vita che in superficie: 100 volte in più

È stato scoperto che gli abissi degli oceani sono ricchissimi di vita: la quantità degli organismi che li popolano potrebbe superare di ben 100 volte superiore a quella dei pesci di superficie. E sono proprio loro i protagonisti della più grande migrazione quotidiana del pianeta, perché tutte le notti risalgono in superficie per fare un banchetto di plancton e pesce. Poi, quando sorge il sole, tornano in profondità. È quanto emerso dal progetto americano Ocean Twilight Zone (Otz), costato 35 milioni di dollari e che per sei anni ha scandagliato la cosiddetta 'zona crepuscolare' degli oceani, alla profondità compresa fra 200 e 1.000 metri.

La scoperta dei pesci dalla supervista che vedono i colori anche nel buio degli abissi

La scienza ha risposto di recente anche a un’altra domanda: come fanno i pesci a vedere e orientarsi nel buio degli abissi? Quello è un mondo "molto monocromatico, dove la maggior parte dei pesci vede solo il colore blu", ha detto Fanny de Busserolles, dell'università australiana del Queensland. Ma esiste un’eccezione: la specie di pesci dalla supervista che si chiama 'spinosa d'argento' e vive a 1.500 metri di profondità. Grazie al suo sistema visivo, il primo del genere mai scoperto, riesce a vedere i colori anche nell'oscurità più fitta.

Tre quarti delle creature sottomarine emettono luce propria

Gli studiosi hanno anche scoperto che tre quarti delle creature marine che vivono negli abissi sono in grado di emettere luce propria attraverso una serie di reazioni chimiche che determinano il fenomeno della bioluminescenza. A stimare per la prima volta il loro numero è un censimento 'pilota' fatto in un canyon sottomarino in California dai ricercatori dell'acquario della baia di Monterey, pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Dalla superficie fino a 1.500 metri di profondità, ad esempio, la luce è prodotta soprattutto dalle meduse e dai loro 'cugini' gelatinosi, gli ctenofori; tra i 1.500 metri e i 2.250 metri di profondità, ad illuminarsi sono soprattutto i vermi marini; più sotto ancora, si trovano piccoli animali simili a girini (chiamati 'larvacei') che rappresentano la metà degli animali bioluminescenti. Però non tutti i gruppi di animali marini si sono dimostrati ugualmente 'brillanti': il fenomeno della bioluminescenza è risultato presente nel 97-99,7% degli cnidari (a cui appartengono anche le meduse), mentre si ritrova solo nella metà dei pesci e dei cefalopodi come calamari e polipi.

Gli animali più temuti degli abissi: calamari giganti e meduse

Studiati da oltre un secolo, gli animali degli abissi sono ancora misteriosi: uno degli aspetti ancora da chiarire era proprio la loro catena alimentare. Studiarli da questo punto di vista infatti è complicato perché non è facile pescarli e analizzare il contenuto trovato nel loro stomaco. Per questa ragione i ricercatori hanno adottato un approccio completamente nuovo: sin dagli anni '80 hanno utilizzato i robot sottomarini per osservare il comportamento degli animali degli abissi al largo della California, accumulando circa 23.000 ore di riprese video. A sorpresa la mappa del cibo di questi organismi ha dimostrato che i predatori più temuti degli abissi sono animali che a prima vista sembrano i più inoffensivi, come le meduse, che possono arrivare a mangiare fino a 22 diversi tipi di animali. Gli animali gelatinosi sono dunque predatori chiave, che nelle profondità del mare hanno lo stesso impatto di grossi animali, come i calamari giganti. Nasce oggi Martin Buber nato l’8 febbraio del 1878 a Vienna. È stato un filosofo, teologo, scrittore e un noto pedagogista austriaco naturalizzato israeliano. Ha scritto: “Ognuno nasce diverso perché non è chiamato a fare il già fatto, ma quello che c’è da fare”.