Sicurezza fantasma. Tre cantieri su quattro risultano irregolari. Stretta sul lavoro nero

La ministra Calderone promette sanzioni più severe anche sui subappalti. In caso di gravi violazioni può scattare l’interdizione fino a cinque anni. Il Guardasigilli Nordio frena sul reato di omicidio sul lavoro e sulla super procura.

Sicurezza fantasma. Tre cantieri su quattro risultano irregolari. Stretta sul lavoro nero

La ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, 58 anni

Inasprimento delle attuali sanzioni amministrative in materia di lavoro nero e irregolare, ripenalizzazione delle sanzioni in materia di appalto, subappalto e somministrazione illecita, interdizione dagli appalti da due a cinque anni in caso di gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro o di accertata responsabilità penale per reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Sono le principali misure che il governo è pronto a varare nell’ambito di una drastica stretta per regole e sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro. Lunedì prossimo è stato programmato un summit a Palazzo Chigi con sindacati e associazioni imprenditoriali e, subito dopo, in settimana arriverà un decreto legge con interventi diretti a inasprire pene e vincoli per le imprese che ricorrono al lavoro nero o che non rispetteranno le garanzie per i lavoratori negli appalti e nei subappalti. Ma il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, avvisa di essere comunque contrario all’introduzione di un nuovo reato di omicidio sul lavoro o alla nascita di una Procura nazionale sulla sicurezza. Una posizione che ha visto la reazione polemica dei sindacati e delle opposizioni. A annunciare e definire i termini del giro di vite in arrivo è stata ieri mattina la Ministra del Lavoro, Marina Calderone, che qualche giorno fa aveva anticipato l’operazione dopo la tragedia nel cantiere fiorentino. E, a stretto giro, anche la premier Giorgia Meloni ha rilanciato sul provvedimento in gestazione durante l’incontro a Cagliari con una delegazione della Cgil della Sardegna.

Ed è proprio dal dramma sul lavoro di Firenze ("Per l’accertamento dei fatti è ancora al lavoro la polizia giudiziaria") che è partita la responsabile del dicastero di Via Veneto per mettere in evidenza le gravi criticità del settore edile. Su un totale di 92.658 accessi nel 2023, 20.755 sono inerenti alla vigilanza in materia di salute e sicurezza, con un incremento di 3.720 ispezioni rispetto all’anno precedente. Ma, per quanto riguarda gli accessi ispettivi in edilizia, il livello di irregolarità registrato è stato pari al 76,48%, con un tasso di irregolarità media che supera l’85,2% nel caso di aziende impegnate in lavori collegati al superbonus 110%. Sul fronte delle ispezioni, il Ministro ha messo in evidenza il recente incremento della consistenza delle forze ispettive, spiegando che con l’attuale organico, nel 2024, sarà possibile sviluppare un’attività investigativa specifica maggiore del 40% rispetto al 2023.

Ma in arrivo dovrebbero essere anche nuove forze (altri 500 ispettori), anche pet Inps, Inail e Carabinieri del Lavoro. Il cuore dell’informativa della Calderone, però, riguarda l’arrivo di un provvedimento organico per il potenziamento della tutela in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, il coordinamento e il rafforzamento delle attività ispettive e del sistema sanzionatorio, anche in relazione al subappalto e alla somministrazione illecita e fraudolenta, oltre alla qualificazione delle imprese, alla formazione del datore di lavoro e dei lavoratori e alla salvaguardia delle imprese regolari. Tra le misure allo studio, oltre a quelle indicate per appalti, lavoro nero e sanzioni penali, ci sarà una norma di coordinamento delle Procure della Repubblica sulle attività di indagini per i reati in materia di lavoro e di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ma anche la sospensione e la decadenza dai benefici fiscali e contributivi per le imprese irregolari e una valutazione di congruità del costo della manodopera in relazione al costo dell’intero appalto. Tende a frenare sul capitolo penale e giudiziario, però, il ministro Nordio: "Non è stato trattato il principio, al quale sarei anche abbastanza contrario, dell’introduzione dell’omicidio sul lavoro perché con l’esperienza dell’omicidio stradale, che ha aumentato a dismisura la pena, gli incidenti non sono diminuiti ma aumentati". E le stesse perplessità il Guardasigilli riserva alla Super Procura: "Non credo che la creazione di una procura nazionale con compiti nazionali possa essere più efficace. La frammentazione nelle procure più piccole, dove non esistono gruppi specializzati, può sembrare insufficiente. Il nostro orientamento è quello intermedio: devolvere alle procure distrettuali questa competenza, in modo da dare un indirizzo omogeneo".