di Enrico Salvadori
VIAREGGIO
Così vivo, così attuale. Chissà cosa direbbe oggi il Signor G della società italiana che lui per decenni ha scandagliato e giudicato, da uomo libero e senza peli sulla lingua. Giusto che nelle celebrazioni del ventennale della sua scomparsa sia stato realizzato un docufilm che lo racconta e che da domani a mercoledì sarà nelle sale italiane. Compresa Viareggio che, con la Versilia, è la zona che lo ha più ispirato e che lo ha accolto insieme alla sua famiglia. Giorgio Gaber è stato tante cose come spiega il regista Riccardo Milani nel suo "Io, noi e Gaber" promosso dalla Fondazione Gaber, prodotto da Atomic in coproduzione con Rai Documentari e Luce Cinecittà. Il docufilm, presentato con grande successo al Festival del Cinema di Roma, restituisce al pubblico la personalità ancora viva e attuale del Signor G. Un ‘fatto cinematografico’ che accende i riflettori sull’importanza della musica e del pensiero di un indimenticabile artista. "E’ un’opera realizzata con passione, rispetto e ammirazione per la figura di Gaber" ha spiegato Paolo Dal Bon, Presidente della Fondazione Gaber. Del resto Giorgio è stato un grande musicista e cantante, un conduttore tv, un attore, un uomo di teatro inventore di un genere, un artista di impegno civile.
Spiega il regista Riccardo Milani: "Ha avuto sempre il coraggio di fare scelte scomode. Ha mantenuto intatto il coraggio del pensiero, di indignarsi, rincorrendo solo la giustezza delle cose e non il giudizio dettato dalla moda. Per questo il signor G ci serve ancora".
Il docufilm è girato tra Milano e Viareggio, i luoghi del cuore. Un viaggio che attraversa tutte le fasi della sua carriera artistica: dagli esordi milanesi al rock con Celentano, dal sodalizio con l’amico Jannacci agli iconici duetti con Mina. E ancora dagli anni della popolarità televisiva all’invenzione, insieme al viareggino Sandro Luporini, del Teatro Canzone, espressione del suo impegno politico e culturale. C’è la storia personale di un uomo attraverso le parole della figlia Dalia e delle persone storicamente a lui più vicine, insieme a quelle di colleghi e artisti. Ne citiamo alcuni: Claudio Bisio, Mario Capanna, Lorenzo Jovanotti, Ombretta Colli, Paolo Dal Bon, Fabio Fazio, Ivano Fossati, Dalia Gaberscik, Ricky Gianco, Gino e Michele, Paolo Jannacci, Lorenzo Luporini, Roberto Luporini, Sandro Luporini, Vincenzo Mollica, Gianni Morandi, Massimiliano Pani, Giulio Rapetti (Mogol), Michele Serra.