CortonAntiquaria 2025 entra nel vivo con un'ultima settimana ricca di eventi

La più antica mostra mercato con 22 espositori selezionati

cortona

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Arezzo, 29 agosto 2025 – Prosegue l'appuntamento con la più antica e intramontabile Mostra Mercato Nazionale d'Antiquariato in Italia, C ORTONANTIQUARIA, in programma fino al 7 settembre nel bellissimo borgo toscano e in uno degli edifici storici più significativi della città, il Centro Convegni nell'ex convento di Sant'Agostino.

Una rassegna nata nel lontano 1963 che punta la sua forza sulla qualità e il pregio delle proposte dei selezionatissimi espositori, sulla location storica di assoluto fascino e sull'inevitabile coinvolgimento dell'intero borgo toscano.

Promossa dal Comune di Cortona e da Cortona Sviluppo con la direzione artistica di Furio Velona Cortonantiquaria si avvale della collaborazione di Furio Velona Antichità.

Arte, storia e preziosi manufatti di epoche e provenienze diverse s'intrecciano, con raffinatezza, nel cuore antico della città, consentendo agli appassionati, ai turisti e agli specialisti di immergersi tra oggetti incredibili in un tutt'uno con l'atmosfera di Cortona, etrusca d'origini ma medievale nell'aspetto, che ha inscritto nel suo DNA la passione e la cura per l'arte, il sapere e la bellezza.

20 gli espositori presenti in questa 63esima edizione della Mostra Mercato Nazionale - quanti ne consentono lo spazio espositivo che rende unica in Italia questa fiera, ampliato leggermente quest'anno grazie a nuovi ambienti di contesto - selezionati per rappresentare i settori merceologici dell'antiquariato più interessanti e ricercati, in cui il pezzo di grande pregio e valore potrà dialogare con oggetti meno impegnativi ma peculiari e unici per rarità, raffinatezza e per le storie di cui sono custodi.

TRA GLI STAND

Tra i dipinti di notevole rilievo per esempio il Nettuno che inforca il mostro marino attribuito a GUERCINO e BARTOLOMEO GENNARI (prima metà del XVII secolo), un bel Paesaggio con bestiame della seconda metà del XVI secolo di area centro italiana, una singolare Natura morta realizzata ad Anversa nella prima metà del Seicento attribuita a CARSTIAN LUYCKX e alla BOTTEGA DI JACOB JORDAENS, ma anche opere di artisti veneti di particolare interesse tutte pubblicate e con ampie schede critiche - Rebecca ed Eleazaro al pozzo di GEROLAMO BRUSAFERRO, Artemisia di PIETRO DELLA VECCHIA, l’Allegoria della Temperanza di MARCO LIBERI, diversi interessanti tavole come il Matrimonio mistico di Santa Caterina opera della metà del Cinquecento di area lombardo veneta, una tempera su tavola, un paletta d’altare portatile, della Grecia settentrionale databile alla fine del XVI inizi del XVII secolo e una Sacra famiglia con San Giovannino di BASTIANO DA SANGALLO detto ARISTOTILE il famoso architetto, scenografo e pittore fiorentino allievo di Perugino e poi di Michelangelo il cui contributo al teatro rinascimentale fu fondamentale.

Tra le sculture, per citarne alcune, raffinatissima una Madonna con il bambino in pietra arenaria policroma dell'Alsazia-Lorena del XVI secolo o la scultura in pietra del XV secolo, sempre di area francese, raffigurante un Alto prelato; mentre - a richiamare il contesto medievale - un’opera eccezionale: un Cristo Crocifisso in avorio di notevole dimensione (61 x 51 cm) della metà del XIII secolo, ex collezione Grimaldi-Barbanti, con ampia bibliografia.

E poi rari tappeti antichi, maioliche importanti - tra cui, per esempio, un piatto ingobbiato e graffito di area fiorentina del XV secolo, un piatto napoletano del Quattrocento, grottesca con figura virile al centro, e un gruppo di Montelupo dei secoli XVI e XVII con una rara targa devozionale a edicola raffigurante una Madonna con il Bambino; quindi mobili di grande pregio, come una Cassapanca nuziale in massello di abete, opera fine ed elegante di “marangone e pictore “ di area lombardo veneta della fine del XV sec. con decorazione "a pastiglia" su imprimitura e doratura con oro zecchino e lacche policrome.

Davvero incredibili infine per rarità e singolarità alcuni pezzi che richiameranno sicuramente l'attenzione di collezionisti, esperti ed amatori.

Tra questi: un Cristo in visceribus, opera in cera legata a un un culto tipico dell'Italia meridionale tra Sei e Settecento, che mostra fino a che punto Gesù Cristo sia vero uomo grazie a uno sportellino sull’addome che permette di contemplarne le interiora. Cristo è al tempo stesso Dio e uomo fin dentro le sue membra.

Quindi, un automa in osso di età napoleonica da azionare manualmente tramite una manovella, realizzato dai prigionieri napoleonici con gli ossi scartati del poco cibo loro destinato. Denominato Spinning rappresenta un gruppo di figure femminili che, azionate, simulano la filatura. Ancora, alcuni bei manichini policromi devozionali settecenteschi, da vestire per le diverse processioni, tra cui un grande manufatto di area toscana delle prima metà del Settecento con arti mobili. Opere rare a trovarsi: il culto pagano e popolare, nato agli inizi del Cinquecento probabilmente a Cremona, si diffonde infatti con tale rapidità e seguito che la Chiesa sentì di doverne promuovere la distruzione di tali manufatti, quando il loro uso parve oscurare riti maggiromente ortodossi.

L'OSPITE D'ONORE

Un vero evento poi l'esposizione all'interno della rassegna - a latere della mostra mercato - di una tavola che torna eccezionalmente a Cortona per la prima volta dalla sua dispersione ottocentesca: la predella della pala con l'Annunciazione eseguita nel 1527 da Francesco Signorelli (Cortona, 1490 ca. – 1553), nipote del più celebre Luca, per una cappella della chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio di Cortona, dove ancor oggi si trova sul primo altare a destra.

L'Annunciazione fu creduta opera di Papacello, come le altre tre pale presenti nella Chiesa, fino a quando Kanter non ha fatto chiarezza, riconoscendo l'autografia di Signorelli per tre dei quattro grandi dipinti commissionati dalle famiglie cortonesi per l'edificio sacro. La predella con le Storie della Vergine, insieme e quella relativa all'Adorazione dei Magi, fu probabilmente sviluppata dall'antiquario fiorentino Stefano Bardini nell'Ottocento, direttamente dalla chiesa del Calcinaio: si trovano infatti nel catalogo della collezione dell'antiquario fiorentino Bardini relativo ad un'asta del 1902 tenutasi a Londra presso Christie, Manson & Wood. Tornata sul mercato nuovamente nel 2024 la tempera su tavola è oggi in collezione privata e finalmente potrà essere ammirata per la volta dopo 150 anni circa, in occasione e nell'ambito di CortonAntiquaria.