In ricordo della psichiatra. L’eredità di Barbara:: "Noi vicini ai giovani fragili nel post pandemia"

Pisa: il racconto di Simona che ha preso il posto della dottoressa Capovani "I disturbi psichici colpiscono sempre di più i ragazzi dai 14 ai 17 anni".

In ricordo della psichiatra. L’eredità di Barbara:: "Noi vicini ai giovani fragili nel post pandemia"

In ricordo della psichiatra. L’eredità di Barbara:: "Noi vicini ai giovani fragili nel post pandemia"

"Negli ultimi tempi visitiamo ragazzi tra i 14 e i 17 anni, praticamente ogni giorno". Lo ha detto Simona Elmi, la vice e amica di Barbara Capovani, la psichiatra uccisa lo scorso aprile a Pisa, ora diventata responsabile del Servizio psichiatrico diagnosi e cura al Santa Chiara. In occasione della giornata mondiale della salute mentale, ieri, la dottoressa ha partecipato alla marcia pisana dedicata alla collega Capovani e per ricordare che "solitudine e l’isolamento sono i principali nemici delle malattie mentali". Elmi restituisce una fotografia per niente rassicurante, è il racconto degli psichiatri e di ciò che vedono oggi in reparto, colpa anche della pandemia che ha portato a un aumento dei disturbi psichici, soprattutto tra i giovani. "Molti di questi ragazzi – spiega – hanno patologie che l’uso di sostanze, soprattutto quelle sintetiche, fa emergere". Mentre sull’importanza del rapporto con i pazienti e le risorse la dottoressa Elmi racconta: "Non abbiamo operatori esterni, ma i nostri sono eccezionali, amano il loro lavoro e supportano le famiglie e i pazienti stessi. Solo per fare un esempio: in reparto abbiamo un’infermiera che fuori dal suo orario di lavoro organizza un laboratorio di ceramica, maglia e uncinetto".

Il messaggio che arriva dalla piazza va proprio in questa direzione: "La sanità mentale – spiega Diana Gallo, presidente dell’associazione Alba, impegnata nella prevenzione della salute mentale -, non si cura solo clinicamente, ma anche con politiche di integrazione al lavoro, dell’abitare e con un lavoro di proiezione sull’esterno".

La pandemia ha comunque cambiato le carte in tavola con un aumento "esponenziale di patologie mentali soprattutto nei giovani – aggiunge Angelo Cerù, direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl Toscana nord ovest, anche lui alla marcia pisana -. Ci troviamo di fronte a gesti di autolesionismo, tentativi di suicidio e disturbi alimentari". Le cause sono da ricercare "nell’isolamento che i ragazzi hanno vissuto - ma la risposta probabilmente, spiega Cerù - è molto più complessa".

Pisa, suo malgrado, ha attirato lo sguardo sulla sicurezza degli operatori sanitari, con l’omicidio di Barbara Capovani, uccisa davanti a Psichiatria. In carcere per la sua morte si trova Gianluca Paul Seung, che nel 2019 venne ricoverato proprio in quel reparto. Ma prima ancora con l’uccisione di Piero Orsini, il neurologo 74enne che il 9 gennaio scorso aveva incrociato per caso in strada la furia omicida dello studente fiorentino 26enne, fuggito dal suo studio psichiatrico dove era stato accompagnato dal padre. Ieri in occasione della giornata mondiale della salute mentale, il ministro della salute Orazio Schillaci ha consegnato a Michele Bellandi, marito della dottoressa Capovani, una targa in memoria del suo impegno e sacrificio come professionista della salute mentale e in segno di vicinanza delle istituzioni. La famiglia a questo proposito ha scelto di dedicare il ricordo di Barbara "a tutte le persone che sono al lavoro sul campo, che fanno parte del Servizio sanitario nazionale, che erano al suo fianco e per cui lei si batteva ogni giorno".

Enrico Mattia Del Punta