Ecco "Mr Bussola, il collezionista di stelle"

Un documentario emozionante sulla vita di Sergio Bernardini, prodotto da Luxe Vide e Rai Cinema, che ripercorre la sua straordinaria carriera e la sua epopea travolgente. Una storia italiana di un visionario che ha realizzato i suoi sogni e che rimane ancora oggi viva nei ricordi.

Un lavoro emozionante, a tratti commovente. Uno spaccato non solo di Viareggio e della Versilia ma di tutta l’talia. Uno straordinario successo per "Mr Bussola, il collezionista di stelle" il docufilm sulla vita di Sergio Bernardini presentato in anteprima al Festival del cinema di

Roma. E’ prodotto da Luxe Vide e Rai Cinema da un’idea di Mario Bernardini e di Andrea Soldani, che firma brillantemente la regia. Una magica storia italiana di un visionario che vedeva lontano e realizzava i suoi sogni. Cammino iniziato nel 1948 a Viareggio, che nel 1955 ha la sua prima svolta con il progetto Bussola e prosegue negli anni 70 e 80 con Bussoladomani, il primo teatro tenda italiano. Un sogno che si spenge nel 1984 con la bestemmia in diretta Tv di Mastelloni ma non inficia la straordinaria carriera di Bernardini. Un’epopea rievocata da racconti e particolari inediti di Gino Paoli, Ornella Vanoni, Stefania Sandrelli, dalle considerazioni storiche di Aldo Cazzullo, Mario Capanna, Adriano Aragozzini.

Il Bernardini uomo è stato raccontato benissimo dai figli Mario e Guido, da personaggi dello spettacolo come Mario Lavezzi e Carlo Conti. Un docufilm che dura 75 minuti e non ha mai un attimo in cui i toni si abbassino. Quella di Bernardini è stata un’epopea travolgente come dimostrano i filmati dei concerti di Mina, Tom Jones, Fred Bongusto, Marlene Dietrich, Donna Summer e tantissimi altri ma caratterizzato anche da momenti non facili come quello del San Silvestro 1968 con la contestazione e il ferimento di Soriano Ceccanti. Quella notte Bernardini tremò ma con la forza delle idee e dell’innovazione, la capacità di vedere lontano scacciò tutte le nubi.

Capendo che la Bussola così raccolta e confidenziale doveva lasciare il passo a un’area come Bussoladomani dove ha ospitato eventi di cultura a tutto tondo con 6000 spettatori. E lì cominciò a brillare la stella di Renato Zero. Due momenti commoventi concludono il docufilm. Uno è la testimonianza del figlio Guido, che sottolinea come negli anni 90 Sergio si aspettasse una telefonata di Mina che aveva consacrato, in cui lei gli annunciava il ritorno sulle scene.

Il docufilm si chiude con una testimonianza sul palco di Renato Zero, che immagina una telefonata con Bernardini che era mancato da poco tempo per un incidente stradale. Un dialogo carico di affetto in cui il cantante immagina che il suo grande estimatore lo richiamerà. Attesa purtroppo vana ma il mito e il ricordo di Sergio Bernardini rimangono anche a 30 anni dalla sua fine prematura.