Cinque Terre in rivolta: "Airbnb non incassi la tassa di soggiorno". I paesi contro il colosso

Il portale annuncia l’avvio della riscossione diretta per conto delle strutture. I Comuni mandano la diffida ai titolari degli alloggi: "Non ci provate".

CINQUE TERRE (La Spezia)

Non bastava la guerra sulle tariffe dei treni, che da mesi sta facendo litigare Comuni, Parco e Regione. A poco più di un mese dalla Pasqua, che segna l’avvio della stagione turistica, alle Cinque Terre scoppia la lite sulla riscossione dell’imposta di soggiorno. Uno scontro totale. Da una parte Airbnb, il celebre portale online statunitense attraverso cui si possono prenotare alloggi in tutto il mondo, che ha annunciato l’avvio della riscossione per conto delle strutture ricettive dell’imposta pagata dai turisti. Dall’altra i Comuni di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso, decisamente poco inclini a delegare a terzi la gestione di una delle principali entrate dei propri bilanci.

La vicenda prende le mosse poche settimane fa, con l’invio di una lettera a tutti gli host delle Cinque Terre in cui Airbnb annunciava l’avvio della riscossione diretta dell’imposta turistica per conto delle strutture ricettive. Un compito, questo, svolto da sempre dai titolari di b&b, affittacamere e case vacanza, ma che ora il portale vorrebbe fare suo, sulla base di alcune presunte modifiche introdotte dall’ultima legge finanziaria. Una mossa che alle Cinque Terre ovviamente non è piaciuta, scatenando l’immediata presa di posizione delle amministrazioni. In rapida successione, i Comuni di Vernazza, Monterosso e Riomaggiore hanno pubblicato sui propri siti istituzionali e sui canali social una lettera rivolta ai titolari delle strutture, invitandoli letteralmente a "ignorare" le indicazioni di Airbnb. A Vernazza, dove proprio i controlli messi in atto dal Comune hanno fatto lievitare gli incassi della tassa turistica, passata in pochi anni da 39mila a 371mila euro all’anno, il sindaco Francesco Villa è categorico: "Una forma di prelievo esterno sulla quale non possono essere avviate attività di controllo. La verifica capillare sui versamenti dell’imposta ci ha permesso di decuplicare gli incassi, ma le modalità previste da Airbnb ci impedirebbero qualunque forma di monitoraggio".

"Abbiamo già comunicato che il nostro Comune non aderirà ad alcuna convenzione – rilancia il sindaco di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia –, anche perché in caso di mancati versamenti da parte di Airbnb, a rimetterci sarebbero gli operatori locali, che operano come responsabili d’imposta". Disco rosso anche a Monterosso, dove tuttavia il sindaco Emanuele Moggia non esclude aperture per il futuro: "Ben vengano forme di agevolazione per i turisti, ma vanno approntate coinvolgendo l’amministrazione comunale e gli uffici di riscossione".