C’era una volta la Fgci. Il sogno dei giovani di allora: "La sinistra faccia la sinistra". E D’Alema si commuove

Un salto negli anni Settanta, ci sono quasi tutti i big. Non solo operazione nostalgia. L’ex premier: "Quei valori di giustizia sociale e di pace qualcuno deve raccoglierli e farli suoi".

C’era una volta la Fgci. Il sogno dei giovani di allora: "La sinistra faccia la sinistra". E D’Alema si commuove
C’era una volta la Fgci. Il sogno dei giovani di allora: "La sinistra faccia la sinistra". E D’Alema si commuove

Tuscany Hall, ore 17,27: Massimo D’Alema si commuove. Lo fa parlando della foto della bambina palestinese uccisa a Gaza, quella diffusa ieri sui siti di tutto il mondo. "Perdonatemi, sono un vecchio militante", soffia al microfono l’ex leader dei Ds e antico segretario della Fgci.

I cinquecento partecipanti alla reunion dei giovani comunisti (titolo: Allonsanfàn) applaudono. L’idea della ex deputata fiorentina Marisa Nicchi ha funzionato. Non era facile oltrepassare i limiti di una chat e rimettere insieme le anime di una vecchia sinistra che faceva cose di sinistra, prima sotto gli occhi attenti di Enrico Berlinguer per arrivare a Occhetto e alla fine di una storia.

Ci sono quasi tutti. C’è Gianni Cuperlo, l’ultimo segretario dei giovani del Pci. "Parlo prima di D’Alema. Un po’ come i gruppi spalla ai concerti rock", inizia sorridendo il deputato dem. Tante storie dentro questo sabato che rischiava di diventare una cena di classe delle medie quarantacinque anni dopo. Parole tante. Ricordi, emozioni, riflessioni. "Ma perché della guerra ne deve parlare Dargen D’Amico a Sanremo e non ne parliamo noi?", si chiede una ex militante.

Un buco spazio temporale sembra aver inghiottito le energie di una sinistra frammentata e spesso indecisa. Ogni paragone sembra avere poco senso. Un po’ come mettere accanto i Pink Floyd e un qualsiasi trapper. Ognuno è figlio del suo tempo. Eppure le guerre esplodono, i bambini muoiono, le destre avanzano, governano. Ed è così che i ragazzi del ciclostile hanno deciso di farsi sentire.

"Quei valori di giustizia sociale e di pace qualcuno deve raccoglierli, farli suoi e tener conto del fatto che si sente la mancanza di una rappresentanza politica a sinistra", dice D’Alema, la star di un sabato di pioggia, ricordi e musica messa insieme in una playlist dall’ex presidente della regione Toscana Claudio Martini. Da Claudio Lolli di Borghesia ai Pink Floyd di Another brick in the wall con Bella Ciao nella versione di Goran Bregovic ad aprire l’evento.

La musica riempie il Tuscany hall come sottofondo al pranzo organizzato per questa convention che da mattina a sera ha sfidato con disciplina anche qualche intervento in macchinoso politichese per emozionarsi davanti a una breve clip sulla storia in immagini della Fgci anni ’70, quella che qui a Firenze rivendica con orgoglio le battaglie ambientaliste e quelle per i diritti delle donne. Al microfono ex dirigenti (Da Livia Turco a Pietro Folena), ex militanti come Massimo Gramigni, Figgicciotto con la prima tessera datata 1972, imprenditore della cultura che ha messo a disposizione la Tuscany hall per questa specie di convention. Gramigni sintetizza l’eredità del suo passato di militante ricordando una delle missioni portate in fondo: intitolare il palasport a Nelson Mandela.

"Incontrarlo due volte è l’orgoglio che tengo nel cuore. Il Mandela Forum è lì. Se devo dare un contributo oggi alla politica dico che voglio dare una mano a chi lavora per evitare che i giovani abbandonino gli studi". In fondo l’anima giovane e movimentista di un partito solido nelle sue eccessive rigidità è venuta qui per riabbracciare vecchi amici e ritrovarsi in un sogno. Lampi di adolescenza infinita per smuovere energie assopite di una sinistra persa nei suoi litigi e nelle sue divisioni.

L’effetto nostaglia è inevitabile ma nessuno intende riprovarci quarantacinque anni dopo. Semmai scuotere un albero un po’ rinsecchito, ricordare ai politici del presente che innaffiarlo è importante e che certi valori non sono passato ma urgente attualità. Poi un grido chiama alla schitarrata finale. Gita di classe. Tutti insieme: El Pueblo unido Jamas serà vencido. Applausi. Colpo di scena: collegamento skype con il Cile. Inti-Illimani in video. Ancora applausi. Poi non resta che scambiare numeri di telefono e mille Rivediamoci e …Si, dai. Tempo scaduto. Compagni, si è fatta una certa.