"Basta cocaina: ora sono pulito". Il ritorno del sindaco disintossicato. Ma il consiglio comunale si dimette

A Cecina (Livorno) Lippi decade dopo 24 ore: il suo partito (Pd), Lega e Forza Italia si alleano e lasciano. Il primo cittadino si era autosospeso a luglio dopo che i carabinieri lo avevano trovato con la droga.

"Basta cocaina: ora sono pulito". Il ritorno del sindaco disintossicato. Ma il consiglio comunale si dimette

"Basta cocaina: ora sono pulito". Il ritorno del sindaco disintossicato. Ma il consiglio comunale si dimette

CECINA (Livorno)

Molto meno dei cento giorni di Napoleone. Il sindaco Samuele Lippi rientra in Comune per 24 ore, nelle quali nomina una nuova giunta e si occupa di alcune rotatorie poi, con le dimissioni di 9 consiglieri comunali su 16, viene defenestrato con effetto immediato. A Cecina, una delle città più vivaci della costa livornese, il prefetto nominerà un commissario per accompagnare il Comune alle prossime elezioni amministrative. È la prima volta che accade in quasi 80 anni di istituzioni repubblicane.

Tutto inizia nel luglio scorso, quando Lippi viene fermato in auto da una pattuglia dei carabinieri: a bordo trovano una piccola dose di cocaina. Solo una segnalazione al prefetto, nessuna denuncia penale, ma è ovvio, un sindaco che si procura cocaina dagli spacciatori, è politicamente insostenibile. Per questo la maggioranza Pd lo invita a lasciare il Comune in mano al vice sindaco e a seguire un percorso di recupero. L’opposizione – Forza Italia e Lega – chiede la sfiducia a Lippi, ma il centrosinistra resiste affermando che ci sono progetti da concludere e decine di milioni di fondi Pnrr che altrimenti si potrebbero perdere. Viene così trovata una soluzione: Lippi si autosospende per "motivi di salute" e l’amministrazione va avanti col vice sindaco Costantino e gli assessori fino alla scadenza naturale che è tra pochi mesi, nel 2024. Dopo tre mesi però Samuele Lippi annuncia di voler rientrare in Comune: "Sono guarito". Quattro assessori su cinque si dimettono ritenendo improponibile un rientro così veloce. Anche il Pd chiede a Lippi di desistere. C’è un’assemblea del partito con segretari e iscritti in cui viene approvato un documento che chiede a Lippi di dimettersi o in alternativa si dimetteranno i consiglieri comunali facendo decadere sindaco e consiglio. Questo accade martedì sera. L’indomani mattina, mercoledì, Lippi si presenta in Comune ai giornalisti con la nuova giunta. Passano 24 ore. Ieri pomeriggio alle 15.30 all’ufficio protocollo del Comune arrivano i 9 consiglieri comunali, 4 del Pd e 5 dell’opposizione (4 della Lega e uno di Forza Italia), che depositano un atto collettivo di dimissioni. Questo atto firmato dalla metà più uno dei consiglieri determina la decadenza del consiglio comunale e del sindaco.

La segreteria regionale Pd della Toscana, dopo le dimissioni, esprime sostegno al Pd cecinese. "Un passaggio che non avremmo voluto fare – spiega Elena Benedetti (che è anche segretaria dell’Unione comunale Pd), ma che siamo stati costretti a mettere in atto per la volontà di Lippi di rientrare dopo il grave episodio di luglio". Anche Federico Pazzaglia, che è stato candidato sindaco del centrodestra, afferma: "Non è mai piacevole mettere fine a una legislatura, ma abbiamo soltanto dato seguito a ciò che doveva essere fatto già a luglio. Il Pd ha capito che non c’erano alternative". "Abbiamo dato il nostro contributo fondamentale come gruppi di opposizione – commenta Chiara Tenerini (FI) –, abbiamo dimostrato di essere persone che hanno agito con cultura di governo e nell’interesse della comunità".

Luca Filippi