Alta velocità MedioEtruria. Siena e l’Umbria vincono il braccio di ferro con Arezzo

Il tavolo tecnico con Rfi e Ministero, alla presenza degli assessori dei due territori, ha deciso. La nuova stazione Av sarà a Creti Farneta, nell’area di Cortona. Ma la Toscana aveva detto no.

Alta velocità MedioEtruria. Siena e l’Umbria vincono il braccio di ferro con Arezzo
Alta velocità MedioEtruria. Siena e l’Umbria vincono il braccio di ferro con Arezzo

Il tavolo tecnico con Rfi e il ministero delle Infrastrutture, alla presenza dei due assessori di Toscana e Umbria, Stefano Baccelli e Enrico Melasecche, ha tagliato il nodo gordiano che paralizzava il progetto della stazione dell’Alta Velocità MedioEtruria. La scelta del ministero e di Rfi è una sola: Creti-Farneta, un luogo baricentrico tra Siena, Arezzo e Perugia, nel territorio di Cortona. Accantonata l’ipotesi Rigutino, tenacemente portata avanti da Arezzo che ha tirato per la giacca il governatore Eugenio Giani e anche l’assessore Baccelli, almeno a giudicare dalla sua reazione. Hanno vinto l’Umbria e Siena città, hanno perso Arezzo e la Valdichiana senese, che avrebbe preferito Montallese-Tre Berte, non troppo distante da Creti. Ma soprattutto ha vinto la logica del bacino di utenti, almeno un milione di potenziali passeggeri, rispetto a calcoli sui collegamenti via ferro, unico fattore a favore di Rigutino. Ha vinto il peso politico dell’Umbria, più affine come colore a chi guida il dicastero delle Infrastrutture (Matteo Salvini), rispetto alla Toscana.

Letta così, una decisione che dovrebbe essere una vittoria per l’Italia di mezzo, che potrebbe avere finalmente un’altra stazione dell’Alta velocità oltre a Firenze, come la vicina Emilia che ha la MedioPadana a Reggio, oltre a Bologna, prende il sapore di una sconfitta. La reazione dell’assessore Stefano Baccelli: "Era previsto che emergessero tre soluzioni, la decisione finale toccava alla politica. L’opzione unica ci lascia decisamente insoddisfatti. Valuteremo il documento completo, ma è chiaro che non si possono fare valutazioni sul nostro territorio se la Toscana non è d’accordo". Parole che farebbero presagire un sostegno a denti stretti alla nuova stazione. Anche perché Baccelli elenca obiezioni, dai caselli autostradali ai rilievi idrogeologici, che aggiungono sale alla ferita della mancata scelta di Rigutino. "Nei prossimi giorni avremo modo di conoscere le valutazioni tecniche – hanno commentato il capogruppo del Pd nel consiglio regionale toscano Vincenzo Ceccarelli e la presidente della quarta commissione Lucia De Robertis – ma al momento la scelta pare politica, fatta su misura per l’Umbria che va al voto tra pochi mesi. La nostra sensazione è che sia una scelta di bandiera, che renderà questo progetto irrealizzabile".

Di tenore decisamente opposto le parole di Enrico Melasecche, assessore dell’Umbria. "Dopo studi, confronti e riflessioni i territori centrali fra le due regioni ottengono finalmente di poter realizzare un sogno di decenni: poter accedere alla linea dell’Alta Velocità che, analogamente alla Medio Padana, sarà fattore di sviluppo per Arezzo, Siena e Perugia". Melasecche chiude con "la richiesta al Mit di una somma per elaborare un progetto di fattibilità anche di modesto importo, circa 20 milioni. Sarà il prossimo passo".