Firenze, 4 agosto 2019 - Quando la redazione di Viareggio ha segnalato la notizia, ci è sembrata così sconfortante che la prima reazione di tutti è stata: impossibile. La notizia è che gli alberghi della Versilia sono solo mezzi pieni (almeno per ora). Lo sono questa settimana e pure nelle settimane a venire, quelle in cui si celebra il rito della grande cuccagna del turismo globale: Ferragosto.

Solo un decennio fa, quando per trovare una camera libera dovevi prenotare con nove mesi di anticipo e ipotecare due terzi dello stipendio, non ci avrebbe creduto nessuno che saremmo finiti così, nella Versilia effervescente e patinata dei milanesi e dei fiorentini in vacanza, degli americani sgraziati e degli oligarchi tamarri. Ora che di milanesi e di fiorentini ce ne sono sempre meno, i russi non bastano a salvare i ricavi, e la faccia. L’ultima volta che sono stata a Forte dei Marmi, e che sono entrata nei vari negozi belli e impossibili per dare «solo un’occhiatina», due commesse su due erano russe. Ed erano così abituate a trattare solo con una clientela russa che facevano fatica a parlarmi in italiano.

La crisi, che a queste latitudini è arrivata più tardi, più strisciante e subdola che altrove, sta costringendo la Versilia a voltare pagina, lasciando solo gli stereotipi del gioiellino che fu: perfino le biciclette in slalom nello struscio serale hanno perso il fascino vintage che avevano un tempo. Così cambiare il turismo, adeguarlo ai portafogli più vuoti e alle esigenze di una clientela tutta nuova, è una priorità non più prorogabile per riorganizzare risorse e strategie.

Non possono farlo gli esercenti da soli. Significherebbe perdere la battaglia, impoverire un territorio che è anche una cultura, un modo di «fare la vacanza» che ha attraversato le generazioni e si è cristallizzato in film e letteratura. I nostri territori – attraverso la politica, le istituzioni, le associazioni – non possono ignorare la necessità di riaprire il dibattito su un tema che dà da mangiare alla maggior parte di noi.

Per questo La Nazione inizia oggi un viaggio nelle località turistiche più iconiche delle nostre regioni. Per raccontare come stanno cambiando, a quali sfide vengono chiamate. Per raccontare di chi ce l’ha fatta e di chi invece non ce la fa più. Non ci fermiamo alla Versilia: andremo in Maremma, a Firenze, nelle campagne senesi, sulle coste spezzine. E se avete storie da condividere, scriveteci: cronaca.regionale@lanazione.net

Vi aspettiamo!