Piero Fachin
Piero Fachin

Firenze, 21 ottobre 2020 - Un mese. C’è voluto un mese per (non) fare la giunta toscana. Eppure il mondo non aspetta. Il 20 settembre i nuovi positivi scovati in 24 ore erano stati 147. Ieri 812. I ricoverati per il Covid erano 109. Ieri 547. E allora smettiamola di traccheggiare. La questione salute - e, dunque, la questione dell’assessorato alla Sanità - avrebbe dovuto essere affrontata ancor prima delle elezioni, con la massima priorità. È vero, la Toscana ha gestito bene la prima fase della pandemia, ma la situazione resta grave e richiede ogni giorno decisioni importanti. Con buona pace delle estenuanti mediazioni dei partiti, per il presidente Eugenio Giani è il momento di fare. Anche per dare sostanza a principi ormai consolidati. Come quello della parità di genere: non è una gentile concessione, ma un preciso impegno politico. Fino a ieri parevano tutti d’accordo. Ora che si distribuiscono incarichi e poltrone le complicazioni non mancano. Non è un bel segnale.